| Esposizione | Luminosa indiretta |
|---|---|
| Terreno | Torba bionda di sfagno pura, priva di nutrienti e additivi. |
| Annaffiatura | Ogni giorno |
| Temperatura | 5–35 °C |
Attenzione: Non è tossica. Raramente attaccata da parassiti, la sua peculiarità è la caccia attiva di microscopici organismi acquatici o del terreno.
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L’Utricularia è pianta carnivora appartenente alla famiglia delle Lentibulariaceae; essa rappresenta il genere più grande di piante carnivore, dal momento che vi appartengono circa 215 specie che vivono in acque dolci o in superfici impregnate di acqua. La pianta cattura piccoli organismi attraverso trappole ad aspirazione: nel momento in cui la preda tocca i peli posti all’entrata della trappola, questa si apre e inghiottisce al suo interno l’insetto; quando la trappola è piena di acqua la porta si richiude. L’Utricularia è anche molto graziosa, non solo per le foglie di un verde intenso, ma soprattutto per i fiori piccoli, la cui fioritura è parecchio gradevole: esistono due varietà di fiore per questa pianta: quella bianca e quella bianca tendente al grigio e all’azzurro.

La moltiplicazione dell’Utricularia avviene principalmente per divisione del fusto: ne basterà prelevare una piccola porzione, ma l’importante è che sia presente almeno una rosetta completa di fogliame e conseguente apparato radicale.
Indice
Nome
Utricularia
Ambiente
L’Utricularia è originaria del Sud Africa. La pianta predilige un substrato povero di nutrenti, torboso, mescolato a quarzo o perlite; è permesso abbondare con la torba, arrivando anche al 70%. Per quanto riguarda il rinvaso, i contenitori più usati sono quelli di plastica o di vetro e, una volta che la pianta ha coperto tutta la superficie del vaso, bisogna spostarla o finirà col deperire.
Temperatura
L’Utricularia gradisce esposizioni a luoghi ben illuminati, ma raramente colpiti dal sole diretto, soprattutto nelle zone e nei periodi più caldi: l’ideale sarebbe esporla ad una luce diffusa oppure anche al sole diretto, ma soltanto durante le prime ore del mattino o le ultime ore della sera. Durante il periodo invernale, è importante ricordare di riparare dal freddo e dalle gelate la maggior parte delle specie; inoltre le temperature devono essere mantenute tra i 5 e i 10 °C.
Mantenimento
La pianta va annaffiata abbondantemente e con regolarità, facendo tuttavia attenzione a non sommergerla completamente; si consiglia di servirsi di acqua demineralizzata o in alternativa, di quella piovana.
L’Utricularia così come le altre piante carnivore, eccezioni a parte, non necessita di fertilizzanti poiché attira e cattura le prede senza bisogno d’aiuto, ricevendo il nutrimento di cui ha bisogno. Inoltre, durante il riposo invernale, si serve delle proprie riserve accumulate nei mesi estivi.
Avversità
Anche l’Utricularia non è immune all’attacco di parassiti quali afidi e cocciniglie: le avvisaglie che rivelano la presenza di questi
emitteri sono la deformazione dei germogli e la presenza di macchie brune sui lati delle foglie. Si consiglia di osservare con regolarità la pianta e rimuovere manualmente i parassiti: ci si può servire di un batuffolo di cotone impregnato di alcol, o in caso di forte infestazione si possono usare i comuni antiparassitari che facilmente si trovano in commercio.
La pianta, molto spesso, viene minacciata dalla presenza della muffa grigia, ovvero la Botrytis cinerea: ciò si verifica quasi sempre in condizioni di freddo, umidità e scarsa circolazione dell’aria. E’ opportuno pulire o rimuovere le parti danneggiate e aumentare la ventilazione; nel caso in cui questi accorgimenti non fossero sufficienti, si raccomanda di ricorrere ad un prodotto commerciale specifico.
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