La Brocchinia è un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Bromeliaceae, ma solo alcune specie sono carnivore: la più nota, e quella di cui si parla in questa scheda, è la Brocchinia reducta, insieme alla meno diffusa Brocchinia hechtioides. Le altre circa venti specie del genere sono invece normali bromelie a cisterna, prive di questa capacità. La pianta non presenta dimensioni eccessivamente grandi, ma raggiunge circa i trenta centimetri di altezza.
Le foglie sono erette, coriacee e strettamente sovrapposte fra loro, tanto da formare un cilindro, o urna, al cui interno si raccoglie l’acqua piovana; la Brocchinia produce steli di quasi un metro di altezza che si ramificano, e da qui nascono decine di piccoli fiorellini bianchi composti da tre petali.
Gli insetti vengono attirati dall’odore dolciastro che la pianta emana e dalla superficie cerosa che riveste le foglie intorno all’urna: uno strato di cera spesso e poco coeso, molto riflettente nell’ultravioletto, che attira gli insetti e allo stesso tempo impedisce loro di fare presa, facendoli scivolare nell’acqua raccolta al centro della rosetta. Si riteneva che la pianta non fosse in grado di produrre enzimi digestivi e che il compito della digestione spettasse soltanto a batteri simbionti che convivono con essa; studi più recenti hanno però rilevato attività della fosfatasi nelle trappole, segno che probabilmente anche la pianta contribuisce direttamente alla digestione. La Brocchinia può comunque assorbire i nutrimenti, risultato della digestione delle prede.

Indice
Dove cresce e origine del nome

La Brocchinia è originaria dello Scudo della Guiana, un’area che comprende il Venezuela meridionale e la Guyana, con estensioni in Colombia e nel Brasile settentrionale, su sabbie e arenarie della Formazione Roraima.
Dal punto di vista sistematico, la Brocchinia è l’unico genere della sottofamiglia Brocchinioideae, ed è considerato il gruppo sorella di tutte le altre bromeliacee: le Bromeliaceae sono peraltro l’unica famiglia di monocotiledoni in cui la carnivoria è comparsa, sviluppatasi in modo indipendente almeno due volte. Il nome del genere è un omaggio al naturalista italiano Giovanni Battista Brocchi (1772-1826), morto in Nubia durante i suoi studi.
Una curiosità: alcune utricularie sfruttano l’acqua raccolta nelle urne della Brocchinia, sviluppando al loro interno vere e proprie colonie. Nella stessa area geografica dei tepui cresce anche l’heliamphora, un’altra pianta carnivora.
Come si coltiva
Terreno
In natura la Brocchinia predilige un terreno sciolto e molto drenante; si consiglia di utilizzare della torba di sfagno e sabbia silicea in una proporzione di 40% e 60%. Come per tutte le carnivore, va evitato qualsiasi terriccio universale o concimato.
Esposizione e temperatura
La pianta predilige l’esposizione al sole diretto, ma nei mesi più caldi si consiglia di posizionarla in una zona leggermente ombreggiata, in particolare per le piante coltivate nel sud Italia, dove il sole di luglio e agosto può essere troppo intenso; conviene inoltre assicurare una buona ventilazione. In inverno, è opportuno che l’esemplare venga riparato dal freddo, per cui lo si può collocare accanto ad una finestra luminosa, esposta possibilmente a sud. La Brocchinia riesce a tollerare sbalzi di temperatura, ma è necessario accertarsi che le condizioni termiche non scendano mai al di sotto dei 10 °C.
Annaffiature e concime
Per quanto riguarda le annaffiature, si consiglia di lasciare sempre il substrato umido e di usare solo acqua piovana, demineralizzata o distillata: il sottovaso deve essere riempito d’acqua, lasciata poi evaporare e nuovamente aggiunta dopo un paio di giorni.
La Brocchinia, come accade per la maggior parte delle piante carnivore, non ha bisogno di essere concimata: grazie alla propria capacità di catturare insetti, è in grado di provvedere da sola al fabbisogno nutritivo di cui necessita, così da avere uno sviluppo sano e rigoglioso.
Moltiplicazione
La moltiplicazione della pianta avviene tramite la semina: i semi devono essere rigorosamente freschi e seminati in un composto di torba, perlite e sfagno posto in superficie. Un altro modo per riprodurre la Brocchinia è attraverso la divisione dei cespi, modalità ritenuta molto più veloce.
Parassiti e problemi
La pianta, pur nutrendosi di insetti, non è immune all’attacco di parassiti quali afidi e cocciniglie: questi ultimi succhiano la linfa e possono deformare le foglie nuove. Al fine di sbarazzarsene, si consiglia di usare un batuffolo di cotone impregnato di alcol e strofinare con delicatezza la parte lesa. Se l’infestazione è troppo estesa, si raccomanda l’utilizzo di prodotti specifici, facilmente reperibili in commercio.

La Brocchinia può essere minacciata anche dalla presenza della muffa grigia, ovvero la Botrytis cinerea: ciò avviene per lo più in condizioni di freddo, umidità e scarsa circolazione dell’aria. Si consiglia di pulire o rimuovere le foglie danneggiate e aumentare la ventilazione, ma se tali operazioni non dovessero essere sufficienti, bisognerà ricorrere ad un prodotto commerciale specifico. La pianta non è tossica.
Domande frequenti
Tutte le brocchinie sono carnivore?
No. Oltre a Brocchinia reducta e Brocchinia hechtioides, c’è qualche dubbio anche su Brocchinia tatei, ma le restanti specie del genere sono bromelie a cisterna comuni, senza capacità carnivore.
Devo mettere acqua nell’urna centrale?
Sì, un po’ d’acqua nell’urna serve, perché è lì che avviene la cattura degli insetti. Va usata solo acqua piovana o demineralizzata, mai quella del rubinetto.
Da dove viene il nome Brocchinia?
Dal naturalista italiano Giovanni Battista Brocchi, a cui il genere fu dedicato nel 1830.
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