L’Elleboro è un fiore comunemente chiamato Rosa di Natale che appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee. E’ una pianta erbacea perenne caratterizzata da un fiore con cinque petali bianchi-rosacei e foglie di grandi dimensioni, palmate, e di colore verde scuro. La fama di questo fiore affonda le sue radici nell’alba dei tempi: sin dall’antichità questo fiore è stato noto per le sue presunte proprietà medicinali. Intorno a questa pianta sono infatti nate diverse leggende.

Un esempio? Una favola in cui si narra di un pastore di nome Melampo, che era sia un medico che indovino, e che, dopo aver osservato le abitudini del suo gregge provò a curare con l’Elleboro anche gli uomini e riuscì così a guarire le figlie di Preto, re di Argo, che erano impazzite: credevano infatti di essere state trasformate in vacche. Oggi invece l’Elleboro è stato bandino dalle farmacie: è difatti una pianta altamente tossica!
Esistono diverse specie di Elleboro:
Helleborus abchasicus: è una specie che deriva dal Caucaso ed è caratterizzata da foglie sempreverdi di forma lanceolata e fiori larghi fino a 8 cm., di colore porpora esternamente e verdi all’interno.
Helleborus argutifolius o H. corsicus o elleboro della Corsica: è una specie originaria della Corsica e della Sardegna, è caratterizzata da foglie sempreverdi, di forma trilobata e fiori penduli a forma di coppa e di colore giallo-verde. altezza.
Helleborus atrorubens: è una specie caratterizzata da dimensioni ridotte, foglie non persistenti di di color verde lucido e fiori violacei.
Helleborus foetidus: questa pianta viene dall’Europa, ha foglie persistenti, lucide e lanceolati e fiori che ricordano nella forma delle campanelle e che sono di colore giallo-verde.
Helleborus niger o rosa di Natale: è una pianta che proviene dall’Europa centro-meridionale, ha foglie persistenti e tra le sue varietà annovera la “Potter’s Wheel” caratterizzata da fiori bianchi particolarmente grandi (10-13 cm.)
Helleborus orientalis: è una specie originaria della Grecia e dell’Asia Minore, presenta foglie persistenti e fiori che possono assumere vari colori anche se il tono più diffuso è il cremisi.
Helleborus orientali ibridi: con questo nome si indicano varietà di Ellebori dai fiori variopinti, che possono essere porpora, gialli, rosa, crema, bianchi con punteggiature rosse.
Helleborus purpurescens: è una pianta originaria dell’Ungheria che possiede foglie decidue costituite da cinque foglioline e fiori di colore porpora all’esterno e verde all’interno.
Helleborus viridis: questa pianta è a taglia ridotta (raggiunge infatti circa 30 cm.) ed è caratterizzata da foglie non persistenti di colore verde e di forma palmato-lobata e fiori verdi.
Indice
Nome
Ma quanti nomi ha l’Elleboro? Gli inglesi lo chiamano Hellebore, o Christmas flower se ci si riferisce alla specie Helleborus niger. I francesi lo chiamavano invece Rose de Nöel, mentre i tedeschi lo chiamano Christrose o Schneerose. Ma vediamo etimologicamente il significato del nome di questo fiore: Elleboro, dal greco significa “nutrimento che uccide”, nome probabilmente dato proprio in riferimento all’alto potere tossico della pianta.
Ambiente
L’ambiente perfetto per l’Elleboro? Un terreno ricco e soprattutto ben drenato, senza naturalmente ristagni.
Temperatura
Per coltivare l’Elleboro non bisogna preoccuparsi troppo delle temperature: questo fiore è infatti una specie rustica ed è quindi in
grado di resistere piuttosto bene anche a temperature abbastanza rigide.
Mantenimento
La regola aurea del mantenimento dell’Elleboro è annaffiare regolarmente prestando particolare attenzione allo stato del terreno: deve essere umido ma sempre ben drenato.
Avversità
Le avversità a cui questa pianta è particolarmente suscettibile sono diverse, tra cui si annoverano:
Necrosi dell’Elleboro: i sintomi sono striature nere a cui fa seguito il completo annerimento della foglia
Coniothyrium dell’Elleboro: malattia intuibile dalla presenza di piccole macchie nere prima irregolari e poi riunite in macchie più regolari.
Microsphaeropsis dell’Elleboro: disagio caratterizzato da grosse e regolari macchie scure.

Erica
