L’adenia (Adenia) è un genere di piante caudiciformi della famiglia delle Passifloraceae, la stessa del fiore della passione: circa cento specie diffuse fra Africa, Madagascar e Asia tropicale. Quello che la rende una pianta da collezione è il caudex, il fusto rigonfio alla base che immagazzina acqua, da cui partono rami sottili con foglie decidue. Va maneggiata con prudenza, perché la linfa di diverse specie è tossica.
Indice
Come si riconosce l’adenia
La parte che colpisce è il caudex: un fusto legnoso rigonfio alla base, liscio e spesso verde-grigio, che negli esemplari adulti in habitat può superare il metro di diametro e i 70-80 cm di altezza. Dalla sommità partono rami sottili, a volte spinosi, che possono essere striscianti o rampicanti e raggiungere il metro di lunghezza. Le foglie sono decidue, trilobate o palmato-lobate, di un verde brillante e dall’aspetto ceroso, e non sono succulente: l’acqua è tutta nel caudex.

In estate compaiono fiori piccoli, color crema, biancastri o giallo pallido, con cinque lobi del calice e petali più piccoli dei sepali. I frutti sono capsule che a maturità virano al rosso e contengono semi neri con un arillo carnoso. Un dettaglio decisivo: le Adenia sono dioiche, cioè esistono piante maschili e piante femminili, quindi per ottenere semi servono due esemplari di sesso diverso. Il nome del genere deriva da aden, riportato come nome arabo della pianta da Peter Forsskål, che descrisse il genere.
Non confondere adenia e adenium
Sono due piante diverse che si somigliano solo nel portamento. Entrambe hanno la base del fusto rigonfia e un nome che rimanda alla città di Aden, ma appartengono a famiglie distanti: l’adenium, la rosa del deserto, è una Apocynaceae con fiori grandi e vistosi rosa o rossi, mentre l’adenia è una Passifloraceae con fiori piccoli e insignificanti. Chi cerca la fioritura spettacolare sta cercando l’adenium, chi cerca il caudex sta cercando l’adenia.
Le specie più coltivate
Adenia glauca è la più diffusa e la più facile: forma un caudex a fiasco di colore verde-grigio, con foglie palmate non succulente. Adenia spinosa sviluppa un caudex enorme e rami spinosi, ed è quella descritta storicamente in questa scheda. Adenia globosa ha un caudex quasi sferico da cui partono rami verdi e spinosi, mentre Adenia pechuelii, protetta in Namibia, è la più ricercata dai collezionisti.
Una pianta tossica, come maneggiarla
È il punto da non trascurare. Diverse Adenia contengono lectine tossiche di tipo 2, proteine che bloccano la sintesi proteica nelle cellule e sono chimicamente simili alla ricina: la modeccina in Adenia digitata e la volkensina in Adenia volkensii sono fra le più letali del gruppo. In Africa si sono verificate intossicazioni perché le radici di alcune specie vengono confuse con radici commestibili. In coltivazione il rischio è basso, ma la regola è semplice: guanti quando si pota o si rinvasa, mani lavate dopo ogni intervento, pianta fuori dalla portata di bambini e animali domestici e nessuna parte portata alla bocca.
Come si coltiva
Luce e temperatura
Serve molta luce. Il punto delicato è che un caudex non abituato al sole diretto può scottarsi, quindi l’esposizione va aumentata gradualmente a inizio stagione: in primavera e in estate la pianta sta bene all’aperto, in posizione luminosa con qualche ora di sole diretto. Non tollera il freddo: sotto i 10 °C va ricoverata in casa o in serra.
Terreno

Il substrato deve essere sciolto, poco ricco e molto drenante, tendenzialmente neutro o lievemente acido: una miscela di torba, sabbia grossa e lapillo funziona bene. Il vaso non va sovradimensionato, perché un volume eccessivo di terra che resta umido è il primo nemico del caudex.
Annaffiature e riposo

Nel periodo vegetativo, quando la pianta è in foglia, le annaffiature devono essere regolari e generose, senza mai lasciare acqua nel sottovaso. Brevi periodi di siccità non sono un problema. Quando in autunno le foglie ingialliscono e cadono, la pianta entra in riposo: da quel momento si riducono progressivamente le annaffiature fino a sospenderle quasi del tutto, riprendendo solo alla comparsa dei nuovi germogli. Da marzo a ottobre si può dare un concime per succulente diluito nell’acqua ogni 10-15 giorni.
Moltiplicazione
La semina in primavera è la strada da preferire, con temperature in salita e substrato appena umido. La talea funziona, radica con facilità e porta anche a una fioritura più precoce, ma ha un limite che per questa pianta è decisivo: non svilupperà il tipico caudex, cioè proprio la caratteristica per cui l’adenia viene coltivata.
Parassiti
Le avversità più frequenti sono la cocciniglia e la mosca bianca sui rami e sul rovescio delle foglie. Sulle infestazioni contenute basta la rimozione meccanica con un batuffolo di acqua e alcol, mentre su attacchi estesi si può usare un antiparassitario specifico rispettando le dosi indicate dal produttore, sempre lavorando con i guanti. Il marciume del caudex, causato da eccessi di acqua o da annaffiature durante il riposo, è invece un danno di solito irreversibile.
Un’altra succulenta africana da vaso interessante da conoscere è l’aloe.
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