L’azalea non è un genere a sé: appartiene al genere Rhododendron, famiglia Ericaceae, e con quel nome si indicano per convenzione i rododendri di taglia più contenuta e a foglia più piccola. È una pianta acidofila, bellissima in fioritura e non difficile, a due condizioni: acqua senza calcare e terreno acido. Va però maneggiata sapendo che è tossica, per gli animali domestici e per l’uomo.

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Una pianta tossica, e non poco
Vale metterlo prima di tutto il resto. Tutte le parti di azalee e rododendri contengono grayanotossine, sostanze che interferiscono con la funzione cardiaca e nervosa. L’ingestione di foglie o fiori provoca sintomi gravi in cani, gatti e cavalli, e l’azalea è considerata velenosa anche per l’uomo. Perfino il nettare può essere tossico: il fenomeno noto come miele pazzo deriva dal miele prodotto su alcune specie di Rhododendron. Per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.
Non è un motivo per rinunciarci, ma per collocarla con criterio: fuori dalla portata di animali che rosicchiano, e senza lasciare potature e foglie cadute dove possano essere mangiate.
Come si riconosce
È un arbusto di taglia media, alto in genere 40-90 cm, con fusti sottili, semilegnosi e densamente ramificati, che danno origine a una chioma tondeggiante o allungata. Le foglie sono ovali, verde scuro, ruvide e coriacee.

In primavera compaiono i fiori a trombetta, riuniti in mazzetti all’apice dei rami, nei colori rosa, rosso o bianco.
Da vaso o da giardino
La distinzione che conta non è fra sempreverdi e caducifoglie, come si legge spesso, ma fra specie. L’azalea che si compra fiorita in vaso, spesso a Natale o in primavera, è Rhododendron simsii, di origine cinese, sempreverde e non rustica: va tenuta al riparo dal gelo e si comporta come una pianta fiorita da interno fresco. Le azalee giapponesi da giardino, anch’esse in buona parte sempreverdi, sono invece arbusti rustici che vivono benissimo all’aperto, e altre specie hanno foglia caduca. Prima di piantare qualcosa in giardino conviene sapere quale hai.

Terreno e acqua, il punto decisivo
Le Ericaceae hanno bisogno di un terreno acido, con pH intorno a 5,5, ricco di sostanza organica, ben drenato e senza ristagni. Un pH troppo alto blocca l’assorbimento del ferro e provoca la clorosi ferrica: le foglie ingialliscono fra le nervature, che restano verdi. Se accade, la soluzione non è annaffiare o concimare di più, ma correggere la causa: acqua piovana o demineralizzata al posto di quella del rubinetto, substrato per acidofile e, in caso di carenza evidente, chelato di ferro. Vale la stessa logica dell’ortensia, un altro arbusto acidofilo con le stesse esigenze d’acqua.
La pianta non va interrata troppo in profondità. Le annaffiature sono regolari da marzo a ottobre, senza inzuppare il terreno, e più parche in inverno, dove si interviene solo dopo periodi secchi prolungati. L’azalea da vaso è delicata su questo punto: il pane di terra non deve mai asciugare del tutto, e se accade il metodo più efficace è immergere il vaso in acqua per una decina di minuti. Il concime è specifico per acidofile, nella stagione di crescita.
Esposizione e potatura
Nelle zone a clima fresco l’azalea sta bene anche in posizione soleggiata, ma dove le estati sono calde va collocata a mezz’ombra o in ombra luminosa. La potatura si fa subito dopo la fioritura, ed è un punto da non sbagliare: le gemme dell’anno successivo si formano in estate, quindi potare in autunno o a fine inverno significa eliminare i fiori futuri. Si accorciano i rami disordinati e si tolgono i fiori secchi.
L’azalea appena comprata
È la situazione più frequente e quella in cui si perdono più piante. Tienila in un ambiente fresco e molto luminoso, lontano dai radiatori, con il pane di terra costantemente umido ma non in acqua stagnante, e usa acqua non calcarea. Elimina i fiori secchi man mano, per prolungare la fioritura. Dopo la fioritura, se la specie è rustica, può passare all’aperto in mezz’ombra; se è una simsii, resta una pianta da ambiente protetto.
Parassiti e problemi
Oltre alla clorosi, l’azalea soffre più spesso di problemi legati alla gestione dell’acqua che di veri parassiti. Fra gli insetti, i più comuni sono la tingide dell’azalea e il ragnetto rosso: si interviene rimuovendo le parti colpite e correggendo l’ambiente prima di trattare con un prodotto specifico.
Domande frequenti
Perché i rami hanno le foglie improvvisamente appassite?
Nella maggior parte dei casi non è un parassita: la causa più comune è il pane di terra asciugato completamente, oppure al contrario un marciume radicale da ristagno d’acqua.
Come si riconoscono i parassiti dell’azalea?
La tingide dell’azalea punteggia le foglie di giallo; il ragnetto rosso compare soprattutto con aria calda e secca.
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La mia azalea ha qualche ramo con foglie appassite. Asporto i rami ma non riesco a capire cosa stia accadendo!
Qualcuno sa dirmi perche?
Grazie
Rutilius