La Lattuga è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Compositae. Essa, inoltre, appartiene agli ortaggi maggiormente consumati sulle tavole degli italiani e degli europei in generale. La Lattuga che noi conosciamo ha origine da quelle selvatiche. In genere si differenziano per lattuga da taglio, lattuga cappuccio, lattuga crespa o lattuga romana. La Lattuga è presente in tre differenti tipi, diversi ciascuno per il periodo di coltivazione. Essi sono: invernale, invernale-primaverile, primaverile-estiva, estiva.

L’apparato radicale della Lattuga è molto semplice. Esso si distribuisce principalmente nello strato posto sulla superficie del terreno. Il fusto si presenta molto corto e di consistenza carnosa. Essa può raggiungere in altezza dai 70 ai 140 cm. La Lattuga possiede foglie di media larghezza, a seconda della specie, di forma ovale oppure allungata. Esse sono di un classico colore verde che diviene più chiaro, più scuro o addirittura giallastro o rosso in alcuni esemplari.
La riproduzione avviene semplicemente per semina. Essa va compiuta in vivaio, in serra o comunque ben lontano dalle gelate invernali. Nel semenzaio poniamo due terzi di semplice terra da giardino e solo un terzo di terriccio. La semina può avvenire anche in dimora durante la stagione estiva, ma è opportuno avere la pazienza e la cura di sfrondare le piante in eccesso. Ricordiamo che la semina va effettuata almeno ogni 15 giorni e il trapianto va compiuto a seconda delle proprie esigenze. Tale trapianto è possibile solo dopo circa 40 giorni dalla semina effettiva. In fase di quiescenza, la Lattuga ne permette la raccolta dei semi, di forma allungata o appiattiti, che ne permettono la riproduzione fedele dell’esemplare.
Indice
Nome
Lattuga (Lactuca sativa)
Ambiente
Fonti certe riportano la possibilità che la Lattuga sia originaria del Medio-Oriente. Le maggiori coltivazioni sono presenti in Cina, in Italia, in Giappone ed in Spagna.
Temperatura
La Lattuga gradisce climi temperati, in quanto risponde malissimo ai freddi invernali oppure alle gelate improvvise che ne compromettono quasi sempre la raccolta. Essa non risponde bene nemmeno ai caldi più secchi, pertanto è sconsigliabile coltivarla quando la siccità ricopre gran parte del periodo.
Mantenimento
Le annaffiature alla Lattuga, vanno concesse molto frequentemente ma in dosi non eccessive.
In genere, il trapianto in piena terra, va effettuato mantenendo una distanza necessaria di circa 40 cm tra una piantina e l’altra. Il Substrato deve essere tenuto costantemente umido, ma anche perfettamente drenato.
Qualora il terreno fosse duro o molto argilloso, si consiglia di trattare lo stesso con grosse dosi di letame maturo. Viceversa, se il terreno è di natura acida, è preferibile perfezionarlo con l’aggiunta di quantità minime di calce. Si consiglia di ripetere la coltivazione sullo stesso terreno, solo per tre anni al massimo di fila.
La raccolta va effettuata quando la Lattuga ha raggiunto la grandezza che desideriamo. Essa va raccolta recidendo il fittone che si trova proprio vicino al colletto.
Avversità
Gran parte degli attacchi alla Lattuga, provengono da lumache e limacce. Attualmente non sono presenti in commercio esche particolarmente efficienti. In caso di presenza accertata di pidocchi, è opportuno utilizzare un leggero insetticida. Qualora ricevano un apporto idrico eccessivo, le piante di Lattuga rischiano di marcire a livello del colletto. Si consiglia di aggiungere un buon fungicida all’acqua della innaffiature e modificare il posto d’impianto almeno una volta l’anno.
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