| Esposizione | Luce molto forte, sole filtrato o pieno sole al mattino |
|---|---|
| Terreno | Substrato estremamente povero e acido, composto prevalentemente da torba bionda di sfagno e perlite o sabbia di quarzo, senza alcuna aggiunta di fertilizzanti. |
| Annaffiatura | Ogni 2 giorni |
| Temperatura | 15–25 °C |
Attenzione: Attenzione alla muffa e ai parassiti. Evitare il ristagno d'acqua
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L’Heliamphora è un genere di pianta carnivora, appartenente alla famiglia delle Sarraceniaceae, che comprende circa 23-25 specie secondo gli autori, quasi tutte endemiche di un singolo tepui; essa è un’erbacea perenne che cresce da un rizoma sotterraneo.
La dimensione delle sue foglie oscilla dai pochi centimetri fino al metro: queste si presentano arrotolate e con i margini fusi; l’estremità della foglia perde la sua forma originaria per diventare una trappola, l’ascidio, così da catturare le piccole prede animali.

All’apice dell’ascidio si trova l’elemento che identifica il genere a colpo d’occhio: una piccola appendice a forma di cucchiaio, il cucchiaio nettarifero, che secerne nettare e attira le prede.
I vari insetti vengono attirati grazie ai colori forti, al nettare, o al particolare profumo, e una volta che si trovano negli ascidi, la digestione avviene nella maggior parte dei casi ad opera dei batteri presenti nel liquido, non di enzimi propri della pianta (fa eccezione Heliamphora tatei, che produce enzimi digestivi).
Gli ascidi sono pieni di acqua e hanno la forma di un cono; inoltre nella superficie interna presentano dei piccoli peli rivolti verso il basso che costringono gli insetti a raggiungere le parti inferiori della trappola. Una caratteristica strutturale notevole è la presenza di una fessura, o poro di scarico, sulla parete dell’ascidio, che mantiene costante il livello dell’acqua.
Indice
Il nome
Il nome non ha niente a che vedere con il sole, come farebbe pensare il nome comune inglese sun pitcher: deriva dal greco helos, palude, unito ad amphora, e significa quindi anfora di palude. È un fraintendimento molto diffuso.
Si può tenere in casa?
Non in un appartamento normale. L’aria secca degli ambienti riscaldati e l’assenza di notti fresche portano la pianta a deperire lentamente: gli ascidi nuovi restano piccoli e si disseccano ai bordi. La collocazione giusta è una serra fresca o un terrario con umidità alta, buona illuminazione e un calo termico notturno.
Chi non può garantire queste condizioni farà molta meno fatica con una sarracenia o una nepenthes.
Dove cresce

L’Heliamphora è originaria degli altipiani dello Scudo della Guyana, cioè i tepui di Venezuela, Guyana e Brasile.
Lassù il clima è particolare, ed è utile conoscerlo perché è la chiave della coltivazione: nebbia quasi costante e umidità altissima, un forte irraggiamento solare, un’ampia escursione termica fra giorno e notte, e piogge frequenti su suoli praticamente privi di nutrienti.
Come si coltiva
Substrato
Per quanto riguarda il tipo di terreno, si consiglia di usare una miscela di torba bionda di sfagno e perlite, assicurandosi che siano in parti uguali. Solitamente, alcuni coltivatori si servono di sfagno vivo, ponendolo in superficie, così da mantenere fresco il substrato sottostante.
Il terriccio, in ogni caso, deve essere sempre ben drenato.
Esposizione e temperatura
L’Heliamphora necessita di un’esposizione a luoghi luminosi, anche con sole diretto, ma posizionata in una leggera ombreggiatura durante le ore più calde e secche, durante la stagione estiva.
Nel suo habitat naturale, la pianta cresce con minime notturne di 0/10°C e massime diurne intorno ai 25°C: anche altrove, in coltivazione, si consiglia di mantenere queste temperature in modo da ottenere esemplari rigogliosi e sani.
L’Heliamphora ben tollera abbassamenti delle condizioni termiche anche fino ai 5°C; è importante evitare di esporre la pianta alle lunghe gelate.
Annaffiature e concime
L’Heliamphora va innaffiata, con acqua distillata o piovana, ogni due o tre volte alla settimana, facendo bene attenzione a non creare fastidiosi ristagni d’acqua, ma lasciando comunque che il terriccio sia umido durante tutto l’arco dell’anno. La pianta, inoltre, apprezza molto le vaporizzazioni quotidiane.
Solitamente, le piante carnivore non hanno bisogno di fertilizzazione, e questa regola vale anche per l’Heliamphora. Alcuni coltivatori esperti, tuttavia, praticano una concimazione fogliare molto diluita con un fertilizzante per orchidee, dalle dosi ridotte rispetto a quelle indicate in etichetta: si tratta però di una pratica facoltativa e non priva di rischi, non di un passaggio necessario alla coltivazione.
Fioritura e moltiplicazione
I fiori sono penduli, biancastri o rosati, formati da tepali e privi di petali veri, portati su uno scapo eretto che si alza sopra gli ascidi; in coltivazione possono comparire in momenti diversi dell’anno.
La moltiplicazione dell’Heliamphora avviene principalmente per divisione dei cespi: si consiglia di separare solo piante robuste, con ascidi adulti. Bisogna recidere i cespi dalla base della pianta con un taglio netto e una lama pulita, non strapparli, e farli radicare in un luogo particolarmente umido.
Parassiti e problemi
Anche l’Heliamphora non è immune all’attacco di alcuni parassiti, quali la cocciniglia, che tende a insediarsi alla base degli ascidi: succhia la linfa, deforma i getti nuovi e lascia dietro di sé una melata appiccicosa.
Al fine di liberarsene, è opportuno servirsi di un batuffolo di cotone impregnato di alcol e strofinare delicatamente le zone colpite; in alternativa, se il danno risulta essere particolarmente esteso, si può utilizzare un antiparassitario specifico.

Inoltre, tra le malattie più comuni vi sono quelle di origine fungina: esistono affezioni della parte aerea e quelle che intaccano l’apparato radicale, favorite dall’umidità stagnante e da una scarsa ventilazione.
È utile garantire una buona circolazione d’aria e rimuovere tempestivamente le parti colpite.
La pianta non è tossica.
Domande frequenti
Perché nell’ascidio l’acqua non trabocca mai?
Perché la parete ha una fessura o un poro di scarico che ne mantiene costante il livello: è un adattamento alle piogge intense e frequenti tipiche del clima dei tepui.
Devo concimarla?
Non è necessario. Alcuni coltivatori usano un fertilizzante per orchidee molto diluito sulle foglie, ma è una scelta facoltativa e va fatta con prudenza.
Dove si trova nel mondo
La mappa mostra i punti in cui questa specie è stata osservata nel mondo, secondo i dati raccolti da GBIF (Global Biodiversity Information Facility).
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Buongiorno, ho appena scoperto il vostro sito e sembra davvero molto interessante! Vi seguirò. 😊
Ora una domanda: ma l’Heliamphora può essere tenuta in casa? Ed è grave se ci assenta per 4-5 giorni?
Grazie molte,
Ugo