Il Glicine (Wisteria) è un tipo di pianta rampicante legnosa, appartenente alla famiglia delle Fabaceae (sottofamiglia Papilionoideae); comprende sei o otto specie.
Il tronco del Glicine si presenta attorcigliato nella parte inferiore per poi adattarsi alle strutture collocate vicino alla cima della pianta; mostra foglie di colore verde chiaro di forma pennata, formate da 13 o 15 foglioline.

I fiori, caratterizzati da un profumo gradevole e molto intenso, assumono tonalità che vanno dall’azzurro al violetto, e si sviluppano all’interno di infiorescenze in grado di raggiungere anche una lunghezza di circa venticinque centimetri, una misura tipica di Wisteria sinensis, la specie più diffusa nei giardini italiani (in Wisteria floribunda i racemi sono molto più lunghi).
Indice
I semi sono tossici
È il primo aspetto da conoscere se in giardino ci sono bambini o animali domestici. Dopo la fioritura il Glicine produce baccelli vellutati che contengono semi tondi e lucidi: sia i semi sia i baccelli contengono wisterina e lectine, sostanze tossiche per l’uomo e per gli animali domestici.
L’ingestione anche di pochi semi può provocare vomito, dolori addominali e diarrea, e i casi documentati riguardano soprattutto i bambini, attratti dall’aspetto dei baccelli.
Se il Glicine si trova in un cortile frequentato da bambini o animali, conviene rimuovere i baccelli prima che maturino.
Per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.
Come si pota, la chiave di tutto
Per quanto riguarda la potatura, nel mese di luglio bisogna tagliare i rami con delle forbici ben affilate, ad una lunghezza di 5 o 6 gemme; nel mese di gennaio, si taglieranno gli stessi rami ad una altezza di 2 o 3 gemme: sono infatti questi speroni corti, e non i lunghi getti vegetativi, a portare la fioritura.
Un glicine non potato tende a crescere molto ma a fiorire poco, ed è il caso più comune.
Perché non fiorisce
Se il Glicine non fiorisce, le cause sono di solito tre: una pianta nata da seme può impiegare dieci anni o più prima di fiorire, mentre una innestata fiorisce già dopo pochi anni; un eccesso di azoto nella concimazione; oppure la mancanza della potatura in due tempi appena descritta, che genera gli speroni fioriferi.
Ambiente e terreno

Il Glicine è originario del continente Asiatico, ovvero di Cina e Giappone. La pianta predilige un tipo di terreno argilloso, pur adattandosi senza troppe difficoltà a qualsiasi tipo di substrato; ciò che conta, è che questo sia molto ben drenato e ricco di sostanza organica.
Si consiglia di collocare il Glicine il più lontano possibile da tegole e grondaie, onde evitare che provochi danni alle strutture circostanti, una volta cresciuto.
Un glicine adulto è infatti una pianta molto potente: i fusti si ingrossano e si avvolgono su qualunque cosa incontrino, e nel tempo possono deformare pluviali e grondaie, sollevare tegole e stringere fino a spezzare supporti troppo leggeri. Oltre a tenerlo lontano dalle strutture, serve quindi un supporto robusto e indipendente dall’edificio.
Esposizione e temperatura
La pianta ama particolarmente i luoghi soleggiati, anche se non disprezza le zone a mezz’ombra; il Glicine teme fortemente le gelate tardive che danneggiano gravemente i germogli. Si raccomanda, per quanto concerne la collocazione della pianta, di porla nei pressi di un muro o anche vicino a delle strutture che siano rivolte verso est.
Annaffiature e concime

Il Glicine necessita di annaffiature frequenti, ma mai eccessive: è opportuno provvedere all’irrigazione della pianta soprattutto nel periodo in cui essa attecchisce.
L’uso del fertilizzante deve essere particolarmente moderato: in caso di eccessi, il Glicine potrebbe riscontrare problemi nella fioritura, producendo più vegetazione che fiori.
Moltiplicazione
La moltiplicazione del Glicine può avvenire mediante talea, da prelevare nel mese di luglio e l’inizio di settembre; le talee radicheranno in un contenitore riempito con torba e sabbia e poi conservato ad una temperatura non inferiore a sedici gradi centigradi.
La riproduzione può avvenire anche tramite innesto, nel mese di marzo: è necessario prelevare delle marze dalla pianta, ed innestarle sulla radice della Wisteria sinensis, successivamente bisogna interrare e mantenere ad una temperatura di 16 o 18°C.
Il Glicine si propaga anche tramite seme o propaggine, tuttavia il metodo delle talee o quello dell’innesto, sono quelli più frequentemente utilizzati e certamente più sicuri.
Parassiti e problemi
Pur essendo il Glicine una pianta piuttosto resistente nei confronti di ogni tipo di avversità, non è escluso che essa venga colpita da parassiti come gli afidi ed il ragnetto rosso: è consigliabile agire tempestivamente e servirsi di antiparassitari specifici, facilmente reperibili in commercio.
Spesso inoltre, può essere oggetto di attacchi da parte di tripidi, che vanno a colpire in particolar modo le foglie, causando danni piuttosto considerevoli.
Tra le malattie che possono colpire il Glicine, troviamo anche la clorosi: essa determina una repentina decolorazione delle foglie che perdono il loro intenso colore verde per assumere tonalità biancastre, mentre le nervature restano verdi.
La causa è di solito un terreno troppo alcalino o un’acqua di irrigazione troppo calcarea, che rendono il ferro poco disponibile per la pianta: si corregge acidificando il substrato e ricorrendo a un chelato di ferro.
Un’altra rampicante da fiore molto usata per pergolati è la bouganville.
Domande frequenti
Perché non devo concimare il glicine con azoto?
Perché è una leguminosa e fissa da sé l’azoto atmosferico grazie ai batteri simbionti delle radici: non ha bisogno di riceverne dall’esterno, e se glielo si dà produce vegetazione a scapito dei fiori.
Come faccio a sapere se il mio glicine fiorirà presto?
Dipende da come è stato propagato: se è nato da seme può servire anche più di dieci anni prima della prima fioritura, mentre un esemplare innestato, come spesso avviene su radice di Wisteria sinensis, fiorisce già dopo pochi anni. Vale la pena informarsi su questo aspetto al momento dell’acquisto.
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