Il Bambù è una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Poaceae (già Graminaceae); alcune specie sono in grado di raggiungere anche i 40 m di altezza, ed è fra le piante a crescita più rapida al mondo: in condizioni favorevoli alcune specie si allungano anche oltre un metro al giorno durante l’emissione dei nuovi getti. Viene spesso utilizzata come pianta ornamentale, al fine di decorare ed abbellire giardini, sia piantandole in vaso che su terreno.
Possiede fusti dalla forma cilindrica, robusti e al tempo stesso molto flessibili; le foglie sono molto sottili, somiglianti a fili d’erba, hanno forma lanceolata e sono reclinate verso l’esterno, il colore assume differenti tonalità di verde in base alla varietà. Il Bambù raramente fiorisce: quando accade, in molte specie si tratta di una fioritura gregaria e monocarpica, cioè sincronizzata su vaste aree anche fra esemplari lontani, che avviene a intervalli di decenni, e dopo la quale la pianta esaurisce le riserve e muore. Non è una leggenda ma un fenomeno documentato, fra i più curiosi di questa pianta.

Indice
Bambù invasivo o cespitoso: la differenza che conta
Prima di piantare un bambù, però, c’è una cosa da sapere che la pagina non diceva: non tutti i bambù si comportano allo stesso modo nel terreno. I bambù leptomorfi, come il genere Phyllostachys, hanno rizomi che corrono orizzontalmente sotto la superficie anche per diversi metri, e possono spuntare nel prato del vicino, fra le pavimentazioni o oltre la recinzione: una volta insediati sono molto difficili da eliminare. Vanno piantati solo con una barriera antirizoma interrata lungo tutto il perimetro. I bambù pachimorfi, come il genere Fargesia, restano invece in cespo, si allargano lentamente e in modo prevedibile, e non hanno bisogno di barriere: sono la scelta più adatta per un giardino di dimensioni normali o per un vaso.
Come si coltiva
Ambiente e terreno

Il Bambù è originario delle regioni tropicali e sub tropicali dell’Estremo Oriente, in particolar modo della Cina e del Giappone, ma è diffuso anche in Africa, Oceania e America dove cresce spontaneamente a differenza che in Europa. La pianta necessita di terreni molto profondi e ben drenati; nel caso in cui la si allevi in un vaso, questo dovrà essere piuttosto grande e posato su un sottovaso di ciottoli così da favorire lo scolo dell’acqua. Si consiglia di servirsi di un substrato avente torba, sabbia e corteccia di pino.
Esposizione e temperatura
Sull’esposizione la regola dipende dalla specie: la maggior parte dei bambù da giardino, Phyllostachys compresi, si trova bene in pieno sole, mentre i Fargesia preferiscono la mezz’ombra. In entrambi i casi è importante evitare di posizionare la pianta in luoghi troppo ventosi, che tendono a far seccare il terriccio. Molte specie coltivate in Italia, pur avendo spesso origine tropicale, sono in realtà rustiche e non vanno considerate esclusivamente piante da clima caldo; se cresciuto all’aperto, si consiglia di non disfarsi delle foglie cadute: fanno da pacciame per impedire l’evaporazione dell’acqua dal terreno.
Annaffiature e concime

Si raccomanda di annaffiare il Bambù con regolarità sia in primavera che in estate; al contrario, nei mesi freddi è possibile diradare le irrigazioni, facendo comunque attenzione a non lasciar seccare il terreno. Al fine di mantenere un ambiente sufficientemente umido, sarà opportuno nebulizzare la chioma, oltre che servirsi di un sottovaso pieno di ciottoli.
La concimazione del Bambù va fatta una volta al mese, sia in primavera che in estate; bisognerà servirsi di un fertilizzante liquido da unire all’acqua delle annaffiature, che contenga più azoto, mentre potassio e fosforo dovranno essere in egual misura. Anche un concime per tappeti erbosi funziona bene, essendo il bambù una graminacea.
Gestione dei culmi
Ogni anno conviene diradare il cespo: i culmi vecchi o secchi si tagliano alla base, per far entrare più luce e aria e favorire l’emissione di culmi nuovi. Vale la pena ricordare che un culmo raggiunge la sua altezza definitiva in una sola stagione e non si allunga più: se lo si svetta per contenerne l’altezza, non ricrescerà oltre quel punto.
Moltiplicazione
La moltiplicazione del Bambù avviene per divisione dei rizomi e mediante la semina. Nel primo caso, i rizomi che presentano almeno un germoglio, dovranno essere prelevati in primavera, e divisi in più parti che verranno poi poste in un contenitore di sabbia e torba, ad una temperatura di 20°C. Per quanto riguarda la semina, viene usato ugualmente un recipiente con sabbia, torba e perlite, coperto poi con telo di plastica e tenuto all’ombra, ad una temperatura di circa 18°C. In seguito alla germinazione, che avverrà dopo un mese, il vaso potrà essere privato del telo e collocato in una zona più illuminata.
Parassiti e problemi
Il Bambù è particolarmente soggetto agli attacchi di cocciniglie, ragnetti rossi e pidocchi: è opportuno sbarazzarsi di tali parassiti servendosi di specifici prodotti. La pianta non è tossica, ed è bene sapere che, sebbene i germogli di alcune specie siano commestibili, vanno consumati solo dopo cottura: da crudi contengono glicosidi cianogenetici. Da valutare con la stessa attenzione anche l’apparato radicale di altre specie prima dell’impianto, come per la betulla.
Domande frequenti
Quanto in profondità va la barriera antirizoma?
Sessanta o settanta centimetri, con il bordo che sporge di qualche centimetro dal terreno per intercettare anche i rizomi più superficiali.
Il bambù resiste al freddo?
Sì, molte specie coltivate in Italia sono rustiche e sopportano temperature ben sotto lo zero. Non è comunque una pianta da interno.
Il bambù della fortuna è un vero bambù?
No: quei fusti verdi venduti in acqua nei vasetti di vetro sono in realtà Dracaena sanderiana, una Asparagaceae senza alcuna parentela con i bambù veri, e con esigenze di coltivazione completamente diverse.
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