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Calla

La Calla è una pianta ad infiorescenza molto conosciuta, di natura rizomatosa. Molto nota per le qualità incantevoli di quella che comunemente viene chiamata la sua fioritura, dai colori accesi e scintillanti anche se, come vedremo, quello che sembra un fiore in realtà non lo è.

È anche conosciuta con il nome di Zantedeschia, appartenente alla famiglia delle Araceae, e comprende due gruppi con comportamento opposto: la calla bianca, sempreverde, e gli ibridi colorati, che dopo la fioritura vanno a riposo perdendo le foglie. In genere la si utilizza per decorare vasche artificiali, laghetti oppure la si coltiva in casa o in serra per utilizzarne il fiore reciso.

Il fiore che non è un fiore

La Calla raggiunge un’altezza di circa un metro. Il suo rizoma è molto lungo, di grande spessore. Pertanto, tale rizoma sotterraneo costituisce sia il fusto sia l’organo riproduttore della pianta. Le foglie della Calla sono poste alla base e ricoperte di nervature molto larghe, a seconda della specie possono essere ovali, lanceolate oppure sagittate. I loro piccioli sono particolarmente lunghi. In base alle specie, esse fioriscono in primavera o nei primissimi tempi della stagione estiva.

Le infiorescenze prodotte dalla pianta sono molto ornamentali e dei colori più vari: dal bianco, al giallo, al rosso, al rosa, al panna. Quello che sembra un unico fiore a imbuto in realtà è una spata, cioè una foglia modificata avvolta a cono: i fiori veri sono minuscoli, privi di petali, e si trovano tutti sullo spadice, la colonnina giallastra al centro, con quelli femminili alla base e quelli maschili nella parte superiore. Dopo la fioritura, se avviene l’impollinazione, lo spadice si trasforma in un grappolo di bacche, la stessa struttura che si ritrova in tutte le Araceae, dalla monstera allo spatifillo.

Calla bianca o ibridi colorati

Zantedeschia aethiopica, la calla bianca classica, è sempreverde: in Italia mantiene le foglie e in condizioni favorevoli vegeta anche d’estate, tollerando terreni molto umidi e persino i bordi dei laghetti. Gli ibridi a spata colorata, derivati principalmente da Zantedeschia elliottiana e Zantedeschia rehmannii, hanno invece foglie caduche e un vero riposo: dopo la fioritura ingialliscono, la parte aerea secca e il rizoma va tenuto quasi asciutto fino alla ripresa vegetativa. Per capire con quale delle due si ha a che fare, basta osservare cosa succede a fine fioritura: se le foglie ingialliscono da sole, si tratta di un ibrido a riposo; se restano verdi, è la calla bianca sempreverde.

Come si coltiva

Ambiente e terreno

La Calla trova le sue origini in Sudafrica: la calla bianca, Zantedeschia aethiopica, proviene nello specifico dalla Provincia del Capo e dal Lesotho. Essa ha bisogno di un terreno molto umido e ricco di sostanze nutritive. Nel caso in cui la si coltivi in casa, è necessario porre il vaso immerso per metà in acqua, così da rendere l’ambiente ed il terreno sufficientemente umido.

Esposizione e temperatura

La temperatura ideale per lo sviluppo e la crescita vigorosa della Calla varia fra i 15° e i 24°C: il valore di 8°-12°C, che a volte si legge, si riferisce in realtà alla conservazione dei rizomi a riposo, non alla fase di crescita. Tale specie non sopporta molto facilmente le temperature molto basse, ad esempio al di sotto dei 6°C. La Calla predilige posizioni luminose, ma preferibilmente senza ricevere i raggi diretti del sole.

Annaffiature e concime

La Calla è un genere di pianta che non necessita di particolari cure ed attenzioni, pertanto ha alcuni aspetti che però non vanno tralasciati. Il substrato va composto con terriccio fertile a base di terra e foglie, e una parte di sabbia e di torba.

Le annaffiature devono essere frequenti e aumentate durante il periodo vegetativo. È consigliabile aiutarsi, nell’operazione, con sottovasi colmi di acqua. Solo nel momento in cui i fiori iniziano a marcire o essiccarsi, è il caso di ridurre le annaffiature. Negli ibridi colorati a riposo estivo vanno poi definitivamente sospese; la calla bianca sempreverde invece continua a vegetare anche in estate e non va lasciata completamente all’asciutto.

Le concimazioni della Calla vanno compiute solo quando sono presenti i primi boccioli. Si consiglia l’utilizzo di un fertilizzante liquido, diluito nell’acqua delle innaffiature, ogni due settimane.

In genere la Calla non è soggetta a potatura, se non quella che prevede la semplice eliminazione di qualche foglia ormai secca o danneggiata.

Divisione dei rizomi

La riproduzione della Calla avviene per semina oppure mediante divisione dei rizomi, che non sono bulbi. In genere, quest’ultimo è il metodo più utilizzato in quanto avviene in contemporanea al rinvaso, di norma alla fine del periodo di riposo della pianta. In tal caso basta dividere il rizoma in più parti, di cui ciascuna possiede almeno due germogli, e porli ad una profondità di circa 10 cm con le gemme rivolte verso l’alto. Il substrato da utilizzare dev’essere composto essenzialmente di terriccio fertile e torba. Il vaso ottenuto si pone a temperatura minima di 20°-25°C e si annaffia di tanto in tanto. Allo spuntare dei germogli, di altezza minima di 20 cm, le piantine possono essere poste in vasi dalle dimensioni maggiori e trattate come piante adulte.

Parassiti e problemi

La pianta della Calla può esser soggetta agli attacchi di cocciniglie e del ragnetto rosso. Nel primo caso è possibile procedere all’eliminazione dell’infestazione con un batuffolo impregnato di acqua ed alcol; nel secondo caso, visto che la causa è spesso un ambiente troppo secco, è consigliabile aumentare l’umidità ambientale e intervenire con acaricidi specifici. Un rischio da non sottovalutare è il marciume del rizoma, che può comparire se la pianta viene mantenuta bagnata durante il periodo di riposo degli ibridi colorati.

La Calla, come tutte le Araceae, contiene ossalati di calcio ed è tossica per cani e gatti se masticata: per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.

Domande frequenti

Quando si dividono i rizomi?

Alla fine del riposo, insieme al rinvaso: in autunno per gli ibridi colorati, a fine inverno per la calla bianca sempreverde.

Le bacche che si formano dopo la fioritura si possono seminare?

Sì, contengono semi vitali, ma la germinazione è lenta e le piante arrivano a fiore dopo anni: la divisione del rizoma è molto più conveniente.

È tossica per cani e gatti?

Sì. La masticazione provoca irritazione a bocca e gola negli animali domestici.

Leggi i commenti

  • Buongiorno,
    sarei grado di sapere quando va fatta (il periodo giusto) la separazione dei cespi, e quindi la divisione dei rizzomi per trapiantarli.
    Nell'attesa di ricevere un vostro riscontro l'occasione per porgere sentiti e cordiali saluti,
    20giugno2013 GIUSEPPE mocerino

  • Buongiorno,
    sarei grado di sapere quando va fatta (il periodo giusto) la separazione dei cespi delle calle, e quindi la divisione dei rizzomi per trapiantarli.
    Nell'attesa di ricevere un vostro riscontro l'occasione per porgere sentiti e cordiali saluti,
    20giugno2013 GIUSEPPE mocerino

  • buongiorno, pongo un quesito, che non ho trovato su nessun articolo: dopo la sfioritura del fiore (ovviamente non reciso) la mia calla presenta sul' vecchio pistillo una serie di "rizomi" o meglio sono escrescenze a grappolo verdi. Vorrei gentilmente sapere se la mia definizione di rizomi è esatta, e come trattarle. Mai successo prima!

    Ringrazio per la risposta,
    Giannina

  • La mia calla (nera) ha prodotto una dozzina di bacche nere, come dei pis elli. Queste bacche possono essere piantate per riprodurre altre piantine o sono inutili? Se si possono piantare come procedure?
    Grazie per i consigli.