La Calendula è una pianta annuale, appartenente alla famiglia delle Asteraceae; mostra un portamento ramificato ed è in grado di raggiungere un’altezza di sessanta centimetri. Possiede fusti ricoperti di peli e foglie di forma lanceolata, lievemente appuntita, anch’esse pelose e dal colore verde chiaro, dal bordo liscio o appena dentellato. La pianta produce fiori dalle tonalità del giallo, dell’arancio o del bianco: essi sono riuniti in capolini, mentre le brattee si presentano di forma ovale e di colore verde; genera frutti secchi, di forme diverse in base alla specie. La Calendula viene coltivata a scopo ornamentale e soprattutto officinale grazie alle sue proprietà diuretiche, toniche, astringenti e antispasmodiche.
La moltiplicazione della Calndula avviene principalmente mediante la semina; durante il periodo primaverile, si disporranno i semi su di un terriccio ricco di sostanza organica e di sabbia grossa, reso umido. In seguito, il vaso verrà coperto e si collocherà in una zona ombreggiata ad una temperatura di circa quindici gradi. I primi germogli sbocceranno dopo circa due settimane, e si potrà spostare il contenitore in un luogo più luminoso; raggiunta una grandezza sufficiente, si potrà procedere col rinvaso definitivo.
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Calendula ( Calendula officinalis )
La pianta ama particolarmente le esposizioni in luoghi soleggiati e molto luminosi, ragion per cui è consigliabile coltivarla all’esterno delle abitazioni; è possibile esporla al sole diretto, poiché non teme le alte temperature.
La Calendula ha bisogno di essere annaffiata in modo regolare, cosicché il terreno rimanga sempre umido, ma non zuppo; è necessario evitare ristagni idrici. Un giusto apporto di acqua è importantissimo soprattutto durante il periodo di fioritura della pianta.
La concimazione dovrà essere fatta con un fertilizzante liquido, da diluire nell’acqua delle annaffiature; l’operazione va eseguita ogni 15 giorni dal momento in cui iniziano a formarsi i germogli e per tutto il tempo della fioritura. Si raccomanda un concime che contenga maggior Potassio e Fosforo così da favorire lo sbocciare dei fiori.
La Calendula non è immune agli attacchi di parassiti, funghi e malattie. Un fungo, in particolar modo, provoca una
Il fungo chiamato Entyloma, che si diffonde con l’acqua delle irrigazioni, provoca la cosiddetta malattia del carbone: i sintomi saranno delle macchie di colore verde sulle foglie. Sarà necessario, così da prevenire questa patologia, creare un ambiente particolarmente asciutto; in caso di un’infestazione particolarmente grave, sarà doveroso somministrare antiparassitari specifici.
La pianta, inoltre, viene attaccata dagli afidi: questi parassiti ne danneggiano l’apparato fogliare. Al fine di eliminarli, si consiglia di utilizzare un batuffolo di cotone imbevuto di alcool oppure antiparassitari specifici, facilmente reperibili in commercio.