La Betulla (Betula pendula, accanto alla meno comune Betula pubescens) è un albero appartenente alla famiglia delle Betulaceae, molto apprezzata per il suo aspetto armonioso e la facilità di coltivazione. L’esemplare è in grado di raggiungere solitamente i 12 o i 18 m di altezza, ma in alcuni casi arriva anche ai 25 m; ha una crescita molto veloce, e pur avendo una vita relativamente breve rispetto ad altre latifoglie, Betula pendula raggiunge comunemente gli 80 o 90 anni di età.
E’ caratterizzata da rami marroni, lucenti e tendenti al color porpora, una chioma rada e leggera, una corteccia dotata di sfumature argentee che la rendono particolarmente decorativa. Possiede foglie triangolari o romboidali, con apice acuminato e margine doppiamente dentato, del tipico colore verde scuro, tendente al dorato durante la stagione autunnale; produce fiori riuniti in infiorescenze a forma di spiga: i fiori maschili sono più lunghi e pendenti, separati da quelli femminili che si presentano più corti, solitari e laterali. Genera inoltre delle infruttescenze dalla forma cilindrica che una volta mature liberano delle piccole samare aventi un’ala membranosa.
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Il polline della Betulla è fra i principali responsabili delle allergie primaverili in Europa, con il picco fra marzo e maggio. In molte persone allergiche può inoltre provocare reazioni crociate con alcuni alimenti, come mela, nocciola, pesca e sedano, un fenomeno noto come sindrome orale allergica. È un aspetto da tenere presente, soprattutto se in famiglia ci sono soggetti allergici o se l’albero verrà piantato vicino a finestre o zone di sosta.
La Betulla è originaria dell’Europa e dell’Asia settentrionale, in Italia è particolarmente diffusa sulle Alpi; il terreno ideale è leggero, sabbioso, molto ben drenato, tuttavia essendo una pianta molto rustica, non ha grossi problemi nell’adattarsi ad altri tipi di substrato. Se la si coltiva in terreni calcarei, è bene sapere che la sua crescita sarà molto più lenta, che le foglie saranno più piccole e cadranno più precocemente in autunno.
Va inoltre considerato che l’apparato radicale è superficiale e molto espanso, quindi è meglio tenerla a distanza da pavimentazioni, muretti e tubature; la pianta produce inoltre una lettiera piuttosto abbondante, fra foglie, amenti e semi, di cui tenere conto se si trova vicino a un terrazzo o a una piscina.
L’albero di Betulla pur preferendo posizioni molto soleggiate e luminose, non mostra difficoltà nel crescere in luoghi con climi particolarmente freddi e ventosi: difatti la pianta è diffusa anche sulle Alpi, al limite della vegetazione arborea.
La Betulla solitamente non necessita di grandi irrigazioni, facendosi bastare l’acqua piovana; tuttavia, in caso di prolungati periodi di siccità, sarebbe opportuno preoccuparsi di annaffiarla. Per quanto riguarda la potatura, è da effettuarsi soprattutto sui giovani esemplari, ma va evitata la primavera: il momento giusto è la fine dell’estate o l’autunno. La Betulla cresce in media 20 o 30 centimetri l’anno.
Si consiglia, al fine di favorire una crescita sana ed equilibrata, di fornire ogni anno e nella stagione autunnale, del concime organico ai piedi dell’albero.
La Betulla ha una lunga tradizione di uso fitoterapico: le foglie, in infuso, e la linfa dell’albero sono impiegate tradizionalmente per le loro proprietà diuretiche e drenanti. La corteccia contiene inoltre betulina, una sostanza studiata in campo farmacologico. Come per ogni rimedio di questo tipo, è bene consultare un professionista prima di farne uso.
La moltiplicazione della Betulla avviene principalmente mediante la semina, all’inizio del mese di marzo: i semi saranno piantati in un’apposita composta di sabbia e torba in parti uguali, e quando le piantine saranno sufficientemente grandi saranno ripiantate in una cassetta e in seguito trapiantate all’aperto. Bisognerà lasciarle a dimora per due o tre anni circa, e poi procedere con il trapianto definitivo. Durante la stagione primaverile, è possibile effettuare la riproduzione anche tramite margotte o talee, anche se entrambi i metodi sono poco usati poiché non sempre hanno possibilità di riuscita.
La Betulla è una pianta rustica, di conseguenza non teme particolarmente attacchi esterni da parte di parassiti o malattie. Tuttavia, un pericolo rilevante per l’albero è rappresentato dal poliporo: si tratta di un fungo detto a mensola, che può infilarsi tra le ferite della corteccia causando marciume del legno. La pianta non è tossica.
Un’altra latifoglia ornamentale da giardino da valutare è l’acero palmato.
Perché in quel periodo l’albero è in piena risalita di linfa: i tagli fatti in questa fase perdono linfa abbondantemente per settimane, indebolendo la pianta ed esponendo le ferite ai patogeni.
A fine inverno, incidendo il tronco: è il momento tradizionale, appena prima della ripresa vegetativa, quando la risalita della linfa è più abbondante.
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