Categories: Fiori

Aechmea

L’aechmea (Aechmea), chiamata comunemente anche ecmea, è un genere della famiglia delle Bromeliaceae ed è una delle bromeliacee più coltivate in appartamento. Il nome viene dal greco aichme, punta di lancia, per le brattee rigide e acuminate che circondano i fiori. La specie che si trova quasi sempre in vendita è Aechmea fasciata, riconoscibile per le foglie grigio-verdi attraversate da fasce argentee e per l’infiorescenza rosa a forma di pigna.

Come funziona la cisterna

Le foglie sono rigide, inguainate alla base e disposte a spirale in una rosetta così serrata da formare una coppa centrale. Quella coppa è l’organo funzionale della pianta: in natura raccoglie acqua di pioggia, residui vegetali e piccoli animali, e da lì l’aechmea assorbe acqua e nutrienti attraverso la superficie fogliare. L’apparato radicale è molto ridotto e serve quasi solo ad ancorarla al supporto, un meccanismo diverso da quello di altre bromeliacee come la tillandsia, che non forma una cisterna e assorbe l’acqua solo tramite le foglie.

La lamina fogliare è verde o grigio-argentea, con margini che possono essere lisci o seghettati: in diverse specie le spine sono nette e conviene maneggiare la pianta con attenzione. In Aechmea fasciata la caratteristica più riconoscibile sono le bande argentee trasversali, dovute a uno strato di squame che riflettono la luce.

Fiorisce una volta sola

Dal centro della rosetta emerge un’infiorescenza a spiga con piccoli fiori circondati da brattee rigide e colorate, rosa, rosse, gialle o arancio, che restano vistose per mesi anche quando i fiori veri sono già sfioriti. Il frutto è una bacca.

L’aechmea è monocarpica: ogni rosetta fiorisce una sola volta, in genere dopo circa tre anni di età, e poi entra in declino fino a morire. Non dipende dallo spazio occupato dall’infiorescenza né da un errore di coltivazione, è il suo programma biologico. Nel frattempo alla base si formano i polloni, che vanno separati quando hanno raggiunto una dimensione consistente e conservando le proprie radici: sono loro le piante che fioriranno negli anni successivi. In appartamento la fioritura non è garantita, e dipende in buona parte dalla quantità di luce ricevuta.

Come si coltiva

Luce e temperatura

Serve luce intensa ma filtrata. È una pianta che ama la luce, ma il sole diretto delle ore centrali in estate ustiona le foglie; d’altra parte in penombra sopravvive senza problemi e semplicemente non fiorisce. Le temperature ideali stanno intorno ai 20 °C in estate e non devono scendere sotto i 10 °C in inverno. Non tollera le correnti d’aria.

Vaso e substrato

Poiché le radici sono corte, il vaso può restare piccolo. Il substrato deve garantire un drenaggio rapido: una miscela di torba, terriccio di foglie, aghi di pino e sabbia funziona bene. I ristagni idrici alla base sono fra le cause di perdita più frequenti.

Acqua e concime

L’annaffiatura di questa pianta è particolare ed è il punto da non sbagliare: l’acqua va messa nella coppa centrale, che va mantenuta rifornita. Circa una volta al mese il pozzetto va svuotato e riempito con acqua pulita, per eliminare i residui vegetali e animali che imputridiscono e possono far marcire il cuore della rosetta. Il substrato, in parallelo, si tiene appena umido. Meglio usare acqua povera di calcare, perché il calcare macchia le foglie e chiude le squame.

Il concime serve in quantità modeste, e c’è una regola assoluta: non va mai messo nella coppa centrale, dove resterebbe concentrato e brucerebbe i tessuti. Si somministra molto diluito sul substrato, nella stagione di crescita.

Leggere le foglie

Le foglie dell’aechmea sono un buon indicatore dello stato di salute, se si sa cosa cercare. Macchie brune e secche indicano di norma ustioni da sole diretto. Punte secche e foglie che si arricciano segnalano umidità ambientale troppo bassa. Un colore spento e foglie che si allungano e si assottigliano perdendo rigidità indicano luce insufficiente. Macchie molli e imbrunimento alla base rimandano a ristagno idrico nel substrato o ad acqua ferma da troppo tempo nella coppa. Chiazze biancastre e opache sulla lamina sono in genere depositi di calcare.

Parassiti

Il parassita più comune è la cocciniglia, che si annida fra le foglie inguainate e alla base della rosetta: si rimuove meccanicamente con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e alcol, controllando bene le ascelle fogliari. Nella maggior parte dei casi correggere luce, umidità e gestione dell’acqua risolve il problema senza bisogno di trattamenti. La pianta non è tossica, ma i margini fogliari spinosi di molte specie meritano attenzione.

Domande frequenti

Aechmea ed ecmea sono la stessa pianta?

Sì, ecmea è semplicemente la forma italianizzata del nome scientifico Aechmea.

Un’altra bromeliacea a cisterna adatta all’appartamento è la guzmania.

Leggi i commenti

  • salve ho una pianta di aechmea regalatami l'anno scorso circa 6mesi fa si e'seccato il fiore e si e' tolto
    Le foglie pero' non sono tanto rigogliose che devo fare e poi ricrescera'il fiore ora la tengo in appartamento grazie.

  • Ho una pianta nel mio giardino , credo che non sia tanto popolare perche' dei miei amici nessuno l'ha mai vista . Come devo fare per mandarvi le foto ? Vivo in Australia a Melbourne .
    Se mi date un indirizzo email vi invio le foto.
    Grazie