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Kentia

La Kentia (o Kenzia, Howea forsteriana) è una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Arecaceae; viene impiegata per decorare soprattutto gli spazi interni, meglio se ampi, ma non necessariamente luminosi.

È una delle due sole specie del genere Howea, insieme a Howea belmoreana, entrambe endemiche della sola isola di Lord Howe.

In natura è in grado di raggiungere anche i 20 m di altezza, in appartamento circa 3 m; mostra fusti da cui si diramano lunghi steli flessibili, con foglie dalla forma pennata, cioè divise una sola volta in segmenti lungo il rachide, con gli apici acuminati e dal comune colore verde scuro.

La Kentia genera grosse spighe di forma cilindrica, al cui interno si trovano i fiori veri e propri, mentre i frutti somigliano ad un’oliva; tuttavia raramente la pianta produce fiori o frutti, anche in condizioni ottimali. Inoltre ha una crescita davvero molto lenta.

La regola che non si può violare

Le palme hanno un unico apice vegetativo, il cosiddetto cuore, dal quale nascono tutte le foglie nuove.
Se lo si taglia, per accorciare la pianta o per darle una forma, la palma non ricaccia: muore.

Vale anche per le fronde: si rimuovono solo quelle completamente secche, tagliandole alla base, e non quelle ancora verdi, perché la pianta ne ricava nutrimento.
È il motivo per cui una Kentia trascurata si recupera con pazienza, ma una Kentia cimata non si recupera affatto.

Le punte secche

È il problema che porta più persone a cercare informazioni su questa pianta. Gli apici delle fronde che imbruniscono e si seccano hanno di norma tre cause: aria troppo secca, tipica delle case riscaldate, acqua calcarea, oppure accumulo di sali nel substrato per concimazioni ripetute senza dilavamento.

La soluzione passa dalla causa: alzare l’umidità con nebulizzazioni e un vassoio di ghiaia umida, usare acqua a basso contenuto di calcare e, un paio di volte l’anno, bagnare abbondantemente lasciando defluire l’acqua per dilavare i sali.

La parte secca si può accorciare con le forbici seguendo il profilo della foglia, ma è un intervento estetico: non risolve nulla se l’ambiente non cambia.

Ambiente e terreno

La Kentia è originaria di una piccola isola subtropicale nell’emisfero australe, l’isola di Lord Howe, ad est dell’Australia, di cui è endemica.

La pianta predilige del terreno ricco di torba, ma soprattutto sabbioso in modo che sia spugnoso, abbastanza friabile e traspirante.
Per il rinvaso, l’ideale è un composto specifico per palme, drenante e non salino.

Esposizione e temperatura

La pianta non tollera assolutamente le esposizioni al sole diretto, soprattutto durante i mesi particolarmente caldi; in appartamento, è bene tenerla in un luogo in cui la luce risulta attenuata.

Le temperature ideali per la crescita stanno fra i 18 e i 24°C, con un minimo tollerato di circa 10°C; la pianta sopporta anche il clima caldo e secco degli ambienti riscaldati, durante l’inverno. Si consiglia di tenerla al riparo dal vento.

Annaffiature e concime

La Kentia ha bisogno di annaffiature regolari, ma ben dosate: è importante non bagnare il tronco e gli steli che potrebbero marcire.

Si consiglia, tra un’irrigazione e l’altra, di aspettare che il terreno sia asciutto: la pianta tollera periodi di siccità, ma non sopporta assolutamente i ristagni di acqua.

Durante la stagione invernale, l’apporto di acqua dovrà essere meno regolare. È buona norma nebulizzare la chioma della Kentia frequentemente, così da garantire la giusta umidità ambientale.

La concimazione va fatta dal mese di aprile a quello di ottobre, ogni venti giorni circa; il fertilizzante dovrà essere liquido, diluito nell’acqua delle annaffiature.

In alternativa, ci si può servire di un concime in pastiglie, di cui servirsene una volta ogni due o tre mesi. Il rinvaso serve raramente, data la lentezza di crescita della pianta.

Moltiplicazione

La riproduzione della Kentia può avvenire mediante la semina: l’operazione andrà effettuata durante il periodo primaverile o autunnale, in un semenzaio riparato, alla temperatura di circa 25°C.

A causa della difficoltà nel reperire i semi e del lungo periodo di germinazione, la moltiplicazione di questo genere di pianta risulta essere piuttosto complessa e dall’incerta riuscita. In pratica, la Kentia si acquista già formata più spesso di quanto si moltiplichi in casa.

Parassiti e problemi

La Kentia non è immune dalla minaccia di parassiti quali il ragnetto rosso: questo causa l’ingiallimento delle foglie, ed è favorito dall’aria secca, che si può prevenire alzando l’umidità ambientale.

Anche la cocciniglia minaccia l’apparato fogliare della pianta: al fine di sbarazzarsene, è opportuno servirsi di un batuffolo di cotone impregnato di alcol e strofinare con delicatezza la parte danneggiata.

Inoltre, la presenza del fungo Phytophthora palmivora provoca la morte delle radici, mentre la carenza di ferro nel fertilizzante e un eccessivo apporto di acqua determinano rispettivamente la decolorazione e il pallore diffusi e l’imbrunimento delle foglie

La pianta non è tossica per cani e gatti: per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.

Un’altra pianta da interni che tollera bene la penombra è l’aspidistra.

Domande frequenti

Le foglie parzialmente ingiallite si tagliano?

Meglio aspettare che siano completamente secche prima di rimuoverle: finché restano anche in parte verdi, la pianta ne ricava ancora nutrimento.

È tossica per cani e gatti?

No, ed è anzi una delle palme da interno più sicure per le case con animali domestici.

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  • salve ho una bellissima kenzia ma da un po di tempo mi fa le foglie secche, mi sapete spiegarne il motivo grazie mille