Il Crisantemo (Chrysanthemum) è una pianta erbacea, generalmente perenne che appartiene alla famiglia delle Asteraceae; sono di facile coltivazione e fioriscono alla fine dell’autunno, quando le giornate si accorciano: è infatti la riduzione delle ore di luce, e non il calo delle temperature, a innescare la fioritura.
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In Italia il crisantemo ha un significato preciso, legato alla commemorazione dei defunti e alla ricorrenza di Ognissanti: è per questo che le ricerche su questa pianta hanno un picco netto proprio a fine ottobre. Nel resto del mondo, e soprattutto in Asia, da cui il genere proviene, il significato è invece opposto: il crisantemo è un fiore di festa, associato in alcuni paesi anche a simboli imperiali.
I fiori che comunemente chiamiamo crisantemi sbocciano dall’incrocio di due specie originarie dell’Asia, ovvero Chrysanthemum morifolium e Chrysanthemum indicum; nel corso degli anni da questo incrocio si sono ottenute decine di varietà di crisantemo, alcune con fiori di forma davvero particolare. Ad esempio vi sono i crisantemi pompon, che hanno infiorescenze tonde, con disco centrale quasi assente, e i crisantemi spider, con petali laterali molto estesi e sparpagliati.
Questa pianta è originaria dell’Asia, in particolare della Cina e del Giappone. Il substrato ideale per la coltivazione del crisantemo è quello ben lavorato e con un buon drenaggio; il terriccio, inoltre, dovrebbe essere sabbioso e particolarmente leggero, soffice e areato.
I crisantemi prediligono luoghi soleggiati e non temono particolarmente il freddo, anche se in certi casi delle temperature troppo basse e rigide possano danneggiare le foglie; tuttavia dal cespo di radici ricominceranno a svilupparsi nuove foglie, non appena inizia la primavera. Poiché molte varietà producono fusti floreali molto lunghi è consigliabile riparare la pianta dal vento.
È raccomandabile annaffiare questa pianta di tanto in tanto nei mesi primaverili e in quelli estivi, evitando di irrorare il terreno finché è ancora umido; durante i mesi freddi, invece, è consigliabile annaffiarla raramente, soltanto in caso di lunghi periodi di siccità. Un discorso diverso viene fatto per gli esemplari in vaso che vanno irrigati con continuità, evitando tuttavia gli eccessi.
Da marzo a ottobre la si può fertilizzare con del concime per piante da fiore o materiale organico, ogni quindici o venti giorni, tenendo presente che un eccesso di azoto favorisce le macchie fogliari.
Un’operazione che pochi fanno ma che cambia molto il risultato è la cimatura: si accorciano gli apici dei nuovi getti in primavera e a inizio estate, per stimolare la ramificazione. Una pianta cimata resta più bassa e compatta e produce molti più boccioli; senza cimatura, il crisantemo tende invece a filare in altezza e a concentrare la fioritura su pochi steli.
La riproduzione può avvenire tramite talea, nei mesi autunnali o quelli primaverili; i rami di crisantemo in genere attecchiscono con grande facilità, anche direttamente a dimora. In alternativa si può dividere il cespo a inizio primavera.
I crisantemi possono essere minacciati da diversi parassiti: gli afidi che attaccano sia le foglie che i fiori; essi ne succhiano la linfa, rendendo la pianta viscosa. Si eliminano pulendo la pianta e trattandola con insetticidi specifici. I tripidi, ovvero insetti piccoli e neri che saltano di pianta in pianta, bucherellando foglie e boccioli, causando la deformazione di questi ultimi e l’apparizione di macchie scure sul lato inferiore della foglia; anche questi si combattono con insetticidi specifici.
La minatrice delle foglie del crisantemo: le larve di questo parassita possono rovinare del tutto le foglie scavando gallerie nel mesofillo. Gli aleurodidi minacciano le foglie; si individuano perché scuotendo la pianta si ha la comparsa di una nuvola bianca di piccoli insetti volanti.
Il ragnetto rosso, ovvero un acaro che nasce frequentemente in ambienti caldi e secchi; se ne può evitare la comparsa con dei piccoli accorgimenti come ad esempio spruzzare le foglie e mantenendo alta l’umidità ambientale o, in alternativa, con l’uso di prodotti specifici.
Il crisantemo può essere soggetto anche a comparsa di macchie tondeggianti e brune sulle foglie che solitamente nascono in caso di cattiva ventilazione ed eccesso di azoto nella concimazione.
Una curiosità legata alle piretrine, le sostanze naturalmente insetticide contenute nella pianta: da specie affini di crisantemo si ricava il piretro, uno degli insetticidi naturali più utilizzati. Il crisantemo è inoltre lievemente tossico per cani e gatti se ingerito: per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.
È una pianta a giorno breve: sono le giornate che si accorciano a innescare la formazione dei boccioli, non il freddo. Nelle serre professionali questo permette di anticipare o ritardare la fioritura schermando la luce o illuminando artificialmente le piante; in giardino, al contrario, una pianta esposta di notte a un lampione può fiorire in ritardo o male.
Sono le varietà pompon, con capolini sferici e compatti e disco centrale quasi assente. Le spider, invece, hanno petali lunghi e ricadenti.
Contiene piretrine ed è lievemente tossico se ingerito; può inoltre provocare dermatiti da contatto nelle persone sensibili.
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