L’aspidistra (Aspidistra elatior) è la pianta d’appartamento più indistruttibile che esista, della famiglia delle Asparagaceae, sottofamiglia Nolinoideae. In inglese la chiamano cast iron plant, pianta di ferro, e il nome è meritato: tollera l’ombra profonda, gli ambienti freddi, l’aria secca e mesi di trascuratezza. Se hai una stanza dove nulla sopravvive, è la risposta.
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Quasi tutte le piante d’appartamento vendute come tolleranti la penombra, in realtà, la sopportano soltanto. L’aspidistra è una delle poche che ci vive davvero: in natura cresce nel sottobosco fitto delle foreste dell’Asia orientale, all’ombra di alberi e arbusti, e in casa prospera in angoli, corridoi e stanze con una sola finestra laterale. Il sole diretto, al contrario, la danneggia: sbiadisce le foglie e ne rovina la lucentezza.
La contropartita è la lentezza. L’aspidistra produce in media cinque foglie nuove all’anno, quindi non aspettarti crescite rapide. In compenso è longeva: una pianta ben tenuta accompagna chi la possiede per decenni, ed è per questo che si trovano ancora esemplari nelle case di famiglia.
Non ha un fusto visibile: le foglie nascono direttamente dal rizoma sotterraneo, sono grandi, larghe, lanceolate e di un verde lucido molto carico, portate da lunghi piccioli, e possono raggiungere gli 80 cm di altezza. Alcune varietà presentano striature biancastre o punteggiature chiare. Le radici sono carnose e fanno da riserva d’acqua, il che spiega la tolleranza alla siccità.
La fioritura è una curiosità più che uno spettacolo: in estate compaiono fiori solitari e carnosi quasi a livello del terreno, rosso scuro o brunastri all’esterno e biancastri all’interno, così nascosti fra le foglie che spesso passano inosservati. Ai fiori seguono bacche nere.
Luce indiretta di qualunque intensità, anche scarsa, mai sole diretto. La temperatura ideale sta intorno ai 18-20 °C, ma la pianta tollera escursioni molto ampie e, in piena terra, anche brevi gelate leggere: quello che non gradisce sono i cali improvvisi e violenti. All’aperto va collocata all’ombra di alberi o arbusti.
In vaso basta un buon terriccio universale ben drenato; in piena terra conviene aggiungere sabbia e torba per migliorare il drenaggio. Grazie alle radici carnose le annaffiature possono essere poco frequenti, ma devono essere regolari: in estate si bagna quando il substrato appare asciutto, in inverno è sufficiente circa una volta al mese. Il rinvaso si fa raramente, solo quando le radici non hanno più spazio, preferibilmente in autunno.
Un concime bilanciato e diluito una volta al mese nelle stagioni calde è sufficiente, e va sospeso in autunno e inverno: le formulazioni molto ricche di azoto producono foglie grandi ma molli e meno resistenti. Poiché la pianta cresce piano e vive di fogliame, la manutenzione più utile è spolverare le foglie con un panno umido, senza usare prodotti lucidanti che occludono i pori.
Si divide il cespo in primavera, recidendo con un attrezzo sterilizzato una porzione che comprenda parte del rizoma e almeno due o tre foglie. Le porzioni si piantano direttamente in vaso o in piena terra all’ombra, e alla comparsa dei nuovi germogli si trattano come piante adulte. La semina, usando i semi contenuti nelle bacche che seguono la fioritura, è possibile in autunno ma molto poco praticata.
In caso di siccità prolungata possono comparire afidi e cocciniglie brune, che si rimuovono a mano con un batuffolo imbevuto di acqua e alcol prima di ricorrere a un prodotto specifico. Coltivata in appartamento con aria molto secca è più esposta agli acari, e in quel caso conviene alzare l’umidità ambientale. Un eccesso di acqua la espone ad attacchi fungini, mentre foglie sbiadite e opache indicano quasi sempre troppa luce diretta. La pianta non è tossica per cani e gatti.
Alle Asparagaceae, sottofamiglia Nolinoideae. In passato era classificata tra le Liliaceae, e si trova ancora indicata così in molte fonti meno aggiornate.
Elatior, con la “t”. “Eliator” è un errore molto diffuso, probabilmente per assonanza con altre parole italiane, ma non è la grafia corretta del nome scientifico.
Sì, non è tossica: è una delle poche piante d’appartamento davvero sicure per case con animali. Per un quadro più ampio, vedi le piante velenose per cani, gatti e uomo.
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Mi sono innamorato dell'aspidistra grazie a Orwell. Inoltre cerco per l'appunto una pianta bella e resistente, senza grandi problemi di luce (la mia abitazione è purtroppo praticamente sempre all' ombra..). Vorrei sapere il costo di una pianta di piccola grandezza, all'incirca. L'articolo è molto ben scritto.
Ne possiedo una molto grande e molto decorativa per il giardino e per la casa necessita di poche cure.