Il Finocchio è una pianta erbacea, appartenente alla famiglia delle Apiaceae (Ombrellifere); esso è particolarmente apprezzato per i suoi molteplici usi: utilizzato sia in cucina che per le sue proprietà benefiche. Il Finocchio raggiunge un’altezza di 70 o 80 cm circa, possiede radici che non penetrano mai in profondità nel terreno; le foglie sono rivestite di una guaina molto larga, hanno consistenza carnosa e sono collocate in modo sovrapposto così da formare il grumolo di una larghezza di 15 cm e un peso di 600 grammi. La pianta produce piccoli fiori ermafroditi, aventi cinque stami e petali di un bel giallo vivace; il frutto si presenta come un diachenio dalle diverse forme e dalle tonalità gialle o brune.
La moltiplicazione del Finocchio avviene principalmente mediante la semina, da effettuare in piena estate: i semi dovranno essere ricoperti con un leggero strato di terra, in semenzaio, successivamente le piantine dovranno essere trapiantate in piena terra quando avranno raggiunto un’altezza di circa 14 cm e dovranno esse distanziate di circa venticinque centimetri l’una dall’altra, mentre la distanza tra le file dovrà essere di circa 60 cm. Si raccomanda di rimuovere le piantine più deboli per lasciare spazio a quelle più robuste, , prima di passare al trapianto.
Indice
Finocchio ( Foeniculum vulgare )
Il Finocchio è originario delle regioni mediterranee, in Italia la pianta è diffusa soprattutto lungo le zone costiere, dal piano ai 1.000 metri. Il terreno ideale è di medio impasto, ricco di sostanza organica, molto fresco e più di tutto ben drenato; si consiglia di arricchirlo con dello stallatico maturo prima della semina.
La pianta sembra non avere peculiari esigenze in fatto di coltivazione, ma predilige climi miti e temperature non eccessivamente basse: al fine di proteggere gli esemplari di Finocchio dai primi freddi, sarà possibile servirsi di veli di tessuto da collocare direttamente sulle piante in attesa della raccolta.
L’irrigazione del Finocchio dovrà essere particolarmente curata: in caso di prolungata siccità, l’apparato radicale non
La concimazione del Finocchio non sarà necessaria nel caso in cui, con la preparazione e vangatura del terreno, sarà già stata effettuata una buona fertilizzazione.
La malattia più nociva che colpisce il Finocchio è senza ombra di dubbio la sclerotinia, causata dal fungo Sclerotinia sclerotiorum: questa deteriora irrimediabilmente il grumolo della pianta, dopo averlo ricoperto di un feltro di colore bianco candido; le piante infettate andranno estirpate dall’orto per evitare che nel terreno rimangano gli organi di conservazione del fungo.
Un’altra malattia comune, ugualmente provocata da funghi è la batteriosi che provoca marciume: per scongiurarne la comparsa sarà necessario non esagerare con l’apporto di acqua che causerebbe la formazione di ristagni idrici. Il Finocchio viene attaccato anche dalla peronospora, la fitoftora, la moria delle piantine, la rizottoniosi, mentre tra i parassiti vi sono gli afidi, le nottue e le lumache.
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