La Colocasia è una pianta sempreverde, appartenente alla famiglia delle Aracee; viene allevata soprattutto a scopo ornamentale, come pianta di appartamento grazie alla bellezza del suo apparato fogliare. Essa possiede, difatti, foglie molto grandi, in grado di raggiungere i 60 centimetri di lunghezza ed i 40 di larghezza, vagamente somiglianti alle orecchie di elefante; hanno una forma allungata e il contorno ondulato, dei piccioli molto forti e carnosi, e sono del tipico colore verde che in altre specie può assumere sfumature diverse. Produce fiori riuniti in un’infiorescenza a spiga, circondati da brattee, e molto simile alle calle, aventi tonalità chiare.
La moltiplicazione della Colocasia avviene principalmente mediante la divisione dei rizomi. L’operazione va fatta all’inizio della stagione primaverile, ponendo le parti prelevate in un contenitore con del terriccio umido, composto da torba e sabbia, e posizionandolo in una zona d’ombra, ad una temperatura di 24 o 25 °C. Germogliata la nuova piantina, si potrà procedere col rinvaso definitivo.
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Colocasia
La pianta necessita di molta luce, ma non dell’esposizione ai raggi diretti del sole; la Colocasia ama climi temperati, e cresce rigogliosa con temperature comprese tra i 20 e i 30°C, ma è importante non sottoporla a condizioni termiche al di sotto dei 10°C per un periodo eccessivamente lungo. Si consiglia di tenerla al riparo da correnti d’aria e di spostarla in un luogo riscaldato e protetto durante la stagione fredda.
La Colocasia ha bisogno di annaffiature abbondanti, soprattutto durante i mesi estivi, tuttavia è importante non
La concimazione della Colocasia va fatta durante i mesi primaverili ed estivi, più precisamente nel periodo vegetativo della pianta. Il fertilizzante, unito all’acqua delle annaffiature, dovrà essere somministrato circa una volta al mese e dovrà contenere, oltre all’azoto al fosforo e al potassio, anche tutti gli altri elementi indispensabili per un corretto e sano sviluppo della pianta.
La Colocasia non è immune all’attacco di parassiti quali afidi e cocciniglie, i quali danneggiano l’apparato fogliare, provocando ingenti danni alla pianta. E’ possibile sbarazzarsene manualmente, con l’utilizzo di un batuffolo di cotone impregnato di alcool, o servendosi di prodotti specifici, facilmente reperibili.
Anche le cattive tecniche di coltivazione non sono per nulla salutari: un eccessivo apporto di acqua provoca l’ingiallimento delle foglie, l’esposizione al sole diretto causerà l’appassimento e l’imbrunimento delle foglie, mentre uno scarso apporto di fertilizzante, renderà meno lucente l’apparato fogliare.
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