L’Acqua di San Giovanni: preparazione e benefici

Le tradizioni legate alla notte di San Giovanni, il solstizio d’estate, sono davvero infinite e si perdono nella notte dei tempi.

Sicuramente i falò sono tra i più famosi: attualmente in Italia e nel mondo è ancora usanza accendere grandi fuochi, festeggiare e danzarci intorno, proprio come facevano le popolazioni antiche nella loro Notte di Mezza Estate.

Preparazione e uso

In Italia vi è un’usanza che consiste nel preparare l’Acqua di San Giovanni: il 23 giugno si attraversano campi e prati alla ricerca di erbe e fiori, si raccolgono e la sera si mettono a macerare in una bacinella (o in un vaso con dell’acqua), che va poi esposta durante tutta la notte ai raggi lunari. In questo modo si aggiungerà alla preparazione la cosiddetta “guazza”, ovvero la rugiada notturna.

La mattina seguente si può usare quest’acqua per lavarsi mani, viso, occhi, per cucinare, per innaffiare le piante, e in qualsiasi altro modo si pensi possa essere utile ai nostri riti per il festeggiamento del culmine dell’estate, per purificarci e per assicurarci la buona sorte.

 

Le piante utilizzate

Le erbe raccolte durante questa giornata hanno proprietà officinali potenziate ed era usanza farne scorta per tutto l’anno. Alcune di queste, in particolare quelle che seguono, sono legate a questa festa e ai suoi rituali.

Iperico

È una pianta spontanea perenne, facile da trovare dai bordi delle strade ai prati soleggiati. I fusti sono robusti e ben ramificati, le foglie ovali e i fiori gialli dai cinque petali (con numerosi stomi) sono disposti a pannocchie.

L’usanza vuole che si tenga in camera per dormire sonni sereni, e fuori dalle porte a protezione della casa. Si pensava servisse a scacciare i demoni, i mali e le sventure, per questo motivo è chiamato anche “cacciadiavoli”, ed è l’erba di San Giovanni per antonomasia; sfregando i suoi petali tra le dita, queste si macchiano di rosso, simbolo del sangue del Santo. Viene usato anche per purificare l’organismo, contro depressione, bruciature e irritazioni.

Verbena

È una pianta perenne che può raggiungere il mezzo metro di altezza. Ha un fusto rigido, quasi legnoso, e le foglie sono oblunghe, lanceolate, con una lieve peluria; i suoi fiori assumono le tonalità del viola e del fucsia. È una pianta robusta, in grado di adattarsi velocemente. Si pensava che, sfregandola sul corpo, fosse in grado di esaudire ogni desiderio; veniva usata per guarire la febbre, lenire le ferite e i dolori muscolari, e per donare serenità al cuore.

Artemisia

Pianta resistentissima che cresce sia nelle pianure, sia in altura; ha un portamento arbustivo, con steli semi-legnosi e foglie lanceolate-dentate, che, se sfregate tra le dita, hanno profumo di cedro. I fiori sono piccoli, bianchi e riuniti in racemi.

L’artemisia era considerata un’erba magica molto potente: si pensava allontanasse il maligno, le epidemie e le difficoltà. Il suo uso erboristico riguarda la regolarizzazione del ciclo mestruale, dell’apparato digestivo, svolge un’azione antiinfiammatoria e può velocizzare parto ed espulsione della placenta.

Ruta

La ruta è una pianta erbacea perenne dal portamento arbustivo, che può raggiungere fino un metro di altezza. Le sue foglie tripennate sono suddivise in lacinie e i fiori sono piccoli e gialli. Secondo la tradizione, questa pianta ha infinite proprietà magiche: veniva usata per allontanare il malocchio e le negatività, poiché ritenuta capace di assorbirli. Ha proprietà sedative, digestive, lenitive di crampi e ferite; le sue foglie sono molto aromatiche e si usano in cucina fin dai tempi dell’Antica Roma.

Salvia

È un piccolo arbusto sempreverde, dalle foglie a forma ovale dentate e dotate di una sottile peluria. Produce piccoli fiori lilla che spuntano tra giugno e luglio. I Celti la usavano per guarire malattie e pensavano avesse una funzione di deterrente contro tosse e febbre; si credeva, inoltre, avesse il potere di resuscitare i morti e, per questo, veniva impiegata spesso in riti magici.

Oggi è usata come rimedio naturale per diversi problemi femminili, come crampi da ciclo mestruale e vaginiti.

Timo

È un piccolo arbusto dalle sottili foglie profumatissime, che fiorisce tra la primavera e l’estate. Contiene vitamina C e viene usato in ambito erboristico contro infezioni e invecchiamento, per stimolare il sistema immunitario, favorire la digestione e rinforzare i capelli. Tradizionalmente, veniva utilizzato per scacciare le vibrazioni negative, per favorire il transito dei morti nell’Aldilà, per lasciar andare il passato e alleviare il dolore.

Aglio

È una pianta bulbosa conosciuta fin da tempi antichissimi, sia per il suo uso in cucina sia come ingredienti per svariati rimedi naturali. L’aglio contiene, infatti, l’allucina, quella sostanza che gli dona il suo caratteristico odore e che svolge una potente azione antibatterica, antibiotica, antiossidante e depurativa. È una pianta legata al simbolismo del Sole ed era usato per contrastare ogni maleficio.

Menta

Con le sue 600 varietà, la menta è una pianta spontanea che cresce con grande facilità, alta dai 40 ai 60 cm. Le sue foglie contengono il mentolo, una sostanza usata ancora oggi in moltissime preparazioni, il quale è dotato di proprietà calmanti, disinfettanti, diuretiche e rinfrescanti; favorisce, inoltre, la cicatrizzazione dei tessuti, è ottima contro l’alitosi ed è usata come profumazione e in cucina fin da tempi antichissimi. Se strofinata sulla testa allevia l’emicrania. È una pianta considerata in grado di allontanare il maligno, favorire la guarigione e la purificazione.

Noce

I frutti di questo splendido albero, oltre ad essere deliziosi, hanno anche proprietà benefiche sconfinate: sono ricchi di Omega3, abbassano il colesterolo e la pressione arteriosa, aumentano l’energia e le prestazioni fisiche.

Tradizionalmente, le noci sono usate nei festeggiamenti di San Giovanni per produrre un liquore particolare, il nocino. I frutti vanno raccolti unicamente durante questa notte, quando la drupa è ancora verde.

Lavanda

Pianta erbacea perenne originaria del bacino mediterraneo, ha foglie strette e lunghe e produce fiori profumatissimi raggruppati in spighe. La lavanda è utile per risolvere problemi legati al sonno, aiuta la concentrazione e l’immaginazione, tiene lontano il malocchio (sopratutto dai bambini), stimola fecondità e prosperità. I suoi fiori venivano raccolti proprio durante i giorni vicini al solstizio.

 

Queste che abbiamo elencato sono solo alcune tra le piante che è possibile aggiungere all’Acqua di San Giovanni la sera del 23 giugno. Possono essere immerse anche erbe e fiori che facilmente si trovavano nei campi, quali fiordalisi, caprifogli, malva, camomilla… tutto ciò che, insomma, ispiri il raccoglitore.