Muffa bianca sulle foglie: cos'è e come si cura
Una patina bianca e polverosa che viene via passandoci sopra un dito è, il più delle volte, mal bianco (oidio): un fungo che approfitta delle giornate miti e delle notti umide. Per riconoscerlo basta proprio questo, strofinare. Batuffoli cerosi che si schiacciano sono cocciniglia cotonosa. Puntini duri che non si muovono sono calcare o residui di un trattamento, e non fanno danni.
Cosa può essere quella patina bianca
Mal bianco (oidio)
Come riconoscerla
Chiazze tonde di polvere bianca o grigiastra che si allargano fino a coprire foglie, germogli e boccioli, mentre le foglie sotto ingialliscono e si accartocciano. È di casa su rose, zucchine, ortensie, salvia e begonie, soprattutto in primavera e a fine estate.
Cosa fare
Togli le foglie più colpite e buttale nell'indifferenziata. Poi tratta con zolfo o bicarbonato di potassio, ripetendo agli intervalli scritti in etichetta. Lo zolfo, come indicazione di massima, va evitato nelle giornate molto calde, quando può bruciare le foglie, e rende poco al fresco: le temperature di impiego sono in etichetta, insieme ai tempi da rispettare se hai usato da poco olio bianco.
Cocciniglia cotonosa
Come riconoscerla
Ciuffi bianchi e cotonosi, fermi o quasi, nascosti all'ascella delle foglie, sul rovescio e sui fusti. Schiacciandone uno con uno stecchino, sotto la cera trovi un corpicino ovale rosato o grigio: è un insetto.
Cosa fare
Se sono pochi, passali uno per uno con un cotton fioc imbevuto di alcol. Se sono tanti, tratta con olio bianco o sapone molle potassico e ripeti dopo una decina di giorni, perché le uova protette dalla cera sopravvivono al primo passaggio. Nel frattempo tieni la pianta lontana dalle altre.
Peronospora
Come riconoscerla
Sopra la foglia compaiono macchie gialle o dall'aspetto oleoso, spesso chiuse tra le nervature; girandola, proprio lì sotto trovi una muffetta biancastra o grigio-violacea che non viene via come polvere. Colpisce basilico, vite e cetriolo quando il tempo è umido e le foglie restano bagnate a lungo.
Cosa fare
Sul basilico conviene estirpare le piante colpite e riseminare più rado, in un punto arieggiato. Sulle altre colture togli le foglie malate e annaffia solo alla base. Se serve un trattamento, scegli un prodotto a base di rame per uso hobbistico che riporti quella coltura in etichetta.
Calcare o residui di trattamenti
Come riconoscerla
Puntini o aloni bianchi, duri e asciutti, esattamente dove si sono posate le gocce: è il calcare delle nebulizzazioni con acqua dura, frequente su calathea, felci e orchidee. Un velo bianco e opaco steso in modo uniforme dopo un trattamento con zolfo, bicarbonato o caolino è invece il residuo del prodotto, e nessuno dei due si allarga da un giorno all'altro.
Cosa fare
Il calcare si toglie con un panno morbido inumidito d'acqua e qualche goccia di aceto, seguito da una passata con acqua semplice; per nebulizzare, meglio acqua demineralizzata o piovana. I residui dei trattamenti se ne vanno da soli con le settimane: non serve fare altro.
Il test del dito, e cosa guardare dopo
Prima di comprare qualsiasi prodotto, passa un dito asciutto sulla macchia. Se la polvere viene via e sotto la foglia è intatta o appena ingiallita, è mal bianco. Qualcosa di cotonoso che si schiaccia porta invece alla cocciniglia: guarda l'ascella delle foglie e il rovescio, è lì che fa colonia. Se non si toglie niente e la macchia è dura, è calcare o un residuo.
Poi gira la foglia. Il mal bianco sta per lo più sopra, la peronospora forma la sua muffetta sotto, in corrispondenza delle macchie gialle che vedi dall'alto. La differenza conta, perché zolfo e bicarbonato sulla peronospora servono a poco.
Anche il meteo delle ultime settimane aiuta. A differenza di quasi tutti gli altri funghi, l'oidio non ha bisogno di foglie bagnate: gli bastano aria umida e sbalzi tra il giorno e la notte, ed è per questo che si fa vivo a fine estate anche dopo settimane senza pioggia. La peronospora arriva dopo piogge insistenti o annaffiature sulla chioma.
Su un balcone affollato, distanzia i vasi. Se la patina copre ormai tutta la pianta e i germogli nuovi nascono deformati, o se la cocciniglia torna dopo tre trattamenti, porta un rametto al vivaio in un sacchetto chiuso.
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Domande frequenti
Il bicarbonato di sodio funziona contro il mal bianco?
Qualche effetto ce l'ha, ed è il rimedio casalingo più citato. Il problema è il sodio, che a ogni trattamento finisce nel terriccio e alla lunga danneggia le radici, in vaso più che in piena terra. Il bicarbonato di potassio agisce allo stesso modo senza questo inconveniente ed è in vendita proprio come prodotto contro il mal bianco, con dosi e intervalli in etichetta. Se puoi scegliere, usa quello.
Le zucchine con il mal bianco si possono mangiare?
Sì. L'oidio vive sulla superficie di foglie e fusti e di solito non intacca i frutti, che basta lavare come sempre. Il problema semmai è la pianta: con molte foglie coperte produce meno e i frutti restano piccoli. Se hai fatto un trattamento, prima di raccogliere rispetta il tempo di carenza scritto in etichetta, cioè i giorni che devono passare tra l'ultima applicazione e il raccolto.
Il mal bianco può far morire la pianta?
Di rado uccide una pianta adulta, ma la indebolisce: le foglie coperte lavorano poco, ingialliscono e cadono, e su zucchine e cetrioli a fine estate chiude in anticipo il raccolto. Su rose e ortensie se la prende con germogli e boccioli. Le foglie coperte per più di metà toglile, senza spogliare la pianta: sul resto lascia lavorare il trattamento.
Come si previene il mal bianco?
Con la posizione, prima di tutto: sole e aria che circola tra le foglie lo ostacolano molto. Distanzia i vasi, dirada la vegetazione troppo fitta e vacci piano con i concimi ricchi di azoto, che spingono foglie tenere e più facili da attaccare. Quando compri rose o zucchine, cerca varietà indicate come tolleranti all'oidio. Sulle piante che si ammalano ogni anno puoi trattare con zolfo in via preventiva, come indicato in etichetta.