Calendario lunare di ottobre 2026: cosa seminare e cosa fare
A ottobre si mette in terra quello che si raccoglierà tra primavera e inizio estate. Nell'orto è il mese dell'aglio, delle cipolle bianche e, al Centro-Sud, di fave e piselli; spinaci e valerianella si seminano ancora. In giardino si piantano tulipani, giacinti e nuovi arbusti. Nel frutteto si raccolgono olive, cachi, castagne e kiwi, e quando le foglie del pesco cadono si fa il primo trattamento al rame.
Le fasi della luna a ottobre 2026
Luna nuova
10 ottobre
Pausa: si prepara il terreno
Luna crescente
Dall'11 al 25 ottobre
Semine e trapianti da frutto e da foglia
Luna piena
26 ottobre
Raccolta da consumare fresca
Luna calante
Dal 1° al 9 e dal 27 al 31 ottobre
Radici, bulbi, potature e trattamenti
Chi segue la luna mette a dimora aglio e cipolle in luna calante, perché secondo la tradizione in quella fase la pianta spinge sotto terra più che in foglia. Fave, piselli, spinaci e i trapianti di insalate vanno invece in crescente, come i rinvasi. L'uso contadino vuole in calante anche la raccolta di olive e castagne da conservare.
Le date sono calcolate dal nostro calendario lunare con i metodi astronomici standard, per il fuso orario italiano. Le indicazioni seguono la tradizione popolare degli almanacchi, non un effetto dimostrato della luna sulle piante, e vanno sempre adattate al meteo della tua zona. Vedi il calendario giorno per giorno.
Cosa seminare e cosa fare a ottobre
Un calendario, non una previsione del tempo. Le epoche indicate sono medie per l'Italia e le fasi lunari sono uguali ovunque: nessuna delle due tiene conto del meteo di quest'anno nella tua zona. Prima di seminare, trapiantare o potare guarda le minime e le piogge previste per i prossimi giorni. In collina, in montagna e nelle zone più fredde del Nord di solito si parte più tardi, al Sud e sulle coste prima.
Nell'orto di ottobre
Si semina meno e si pianta di più: spicchi, bulbilli, semi grossi. Le aiuole che restano libere vanno preparate per la primavera.
- Metti a dimora L'aglio, con la punta in su a 3-4 cm di profondità e a 10-15 cm di distanza. Usa gli spicchi esterni, più grossi, in un punto dove l'acqua non ristagna.
- Trapianta Le piantine di cipolla bianca seminate a fine estate e i bulbilli di cipolla invernale. Al Sud anche le cipolle rosse da raccogliere in primavera.
- Semina Fave (al Nord solo in un angolo riparato) e, al Centro-Sud, piselli nani direttamente in piena terra. Spinaci, valerianella e rucola finché il terreno è tiepido.
- Prepara Sulle aiuole libere semina un sovescio di favino, veccia o trifoglio incarnato, oppure spargi letame maturo e vanga i terreni pesanti lasciando le zolle grosse: il gelo le sbriciolerà.
- Raccogli Le ultime zucche prima delle piogge fredde, le patate tardive, i primi radicchi. I peperoncini si colgono con il picciolo e si fanno seccare appesi a testa in giù.
- Proteggi Al Nord, le insalate seminate tardi: un tunnel basso o il tessuto non tessuto steso la sera nelle notti fredde.
In giardino
È il mese dei bulbi e delle piantagioni. Con i giorni miti e la terra umida, quello che pianti adesso radica prima dell'inverno.
- Metti a dimora Tulipani, giacinti, allium e gli ultimi narcisi. I tulipani vanno bene fino a novembre, i narcisi preferiscono essere in terra entro il mese.
- Pianta Alberi, arbusti e siepi in zolla o in vaso. Scava una buca larga il doppio della zolla e lascia il colletto al livello del terreno, mai interrato.
- Raccogli Le foglie cadute sul prato, che sotto uno strato bagnato ingiallisce. Ammucchiate in un angolo o in sacchi forati, in uno o due anni diventano terriccio di foglie.
- Dissotterra Al Nord, dopo la prima gelata che annerisce le foglie, dalie, canne indiche e gladioli. Taglia gli steli, lascia asciugare tuberi e bulbi e conservali in cassetta con sabbia asciutta, al riparo dal gelo.
- Taglia Il prato per l'ultima volta, un po' più alto del solito, prima che l'erba smetta di crescere.
Nel frutteto
Dalle olive ai cachi, ottobre è ancora un mese di raccolto. Intanto si piantano gli alberi nuovi e si cominciano i lavori d'inverno.
- Raccogli Olive da tavola e, da fine mese, quelle da olio; cachi, castagne, melograni, noci e mele tardive. I kiwi si staccano ancora duri e finiscono di maturare in casa, vicino a qualche mela.
- Metti a dimora Alberi da frutto in vaso o in zolla. Con poco spazio scegli portinnesti nanizzanti e varietà autofertili, che non hanno bisogno di un impollinatore vicino.
- Tratta Sul pesco, quando è caduta gran parte delle foglie, un prodotto a base di rame contro la bolla, seguendo l'etichetta. Il secondo trattamento si fa a fine inverno, quando le gemme si gonfiano.
- Concima Letame maturo o compost sotto la proiezione della chioma, interrato appena: le piogge d'inverno lo portano alle radici.
- Pulisci Stacca i frutti mummificati rimasti sui rami e raccogli quelli a terra: sono la riserva principale di monilia per la primavera.
Sul balcone e in casa
Sul balcone arrivano ciclamini ed eriche, in casa tornano le piante che hanno passato l'estate fuori.
- Metti a dimora Bulbi in vaso a strati: tulipani in basso, narcisi o giacinti al centro, crocus e muscari in alto. Avrai fioriture una dopo l'altra da fine inverno a maggio.
- Oscura La stella di Natale che vuoi far rifiorire: ogni sera dalle 18 alle 8 sotto una scatola o in un armadio, senza nemmeno la luce di una lampada, e di giorno di nuovo vicino alla finestra.
- Annaffia Meno di prima: con il fresco il terriccio asciuga lentamente. Infila un dito nel vaso prima di dare acqua e svuota i sottovasi dopo ogni pioggia.
- Pianta Ciclamini, eriche, pansè e cavoli ornamentali nelle cassette: reggono bene i primi freddi e fioriscono fino a primavera.
Prime gelate al Nord, acquazzoni al Sud
In pianura padana e nelle valli alpine le prime gelate possono arrivare già a fine mese, mentre in Sicilia e lungo le coste tirreniche si lavora ancora in maniche corte.
Al Nord conviene giocare d'anticipo: aglio e cipolle vanno in terra entro ottobre o nei primi giorni di novembre, le fave solo in posizioni riparate, e il tessuto non tessuto va tenuto a portata di mano. Al Centro-Sud e sulle isole si può aspettare: aglio, fave e piselli si seminano fino a novembre e oltre, e il problema più comune non è il freddo ma le piogge intense. Nei terreni argillosi rialza le aiuole o scava un solco di scolo prima di seminare, perché aglio e fave marciscono nell'acqua ferma.
Se stai pensando a un albero nuovo, guarda gli alberi da frutto più adatti al tuo clima e chiedi ai vivai della tua zona quali varietà e portinnesti vanno meglio da te.
Strumento gratuito · Calendario lunare
Cosa fare oggi, giorno per giorno
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Domande frequenti
Cosa si semina a ottobre nell'orto?
In piena terra si seminano fave, spinaci, valerianella, rucola e, al Centro-Sud, piselli nani. Si piantano gli spicchi d'aglio e le piantine o i bulbilli di cipolla bianca. Insalate da cespo e cavoli si mettono a dimora solo come piantine, e al Nord conviene farlo nella prima metà del mese. Le aiuole libere possono ospitare un sovescio da interrare in primavera.
Quando si pianta l'aglio?
In gran parte d'Italia tra ottobre e dicembre: prima al Nord, per dargli il tempo di radicare prima del gelo, più tardi al Sud. Dove gli inverni sono molto rigidi o il terreno resta fradicio si pianta a fine inverno, tra febbraio e marzo, accettando teste un po' più piccole. Serve un terreno sciolto e drenato: l'aglio teme più l'acqua ferma che il freddo.
Si possono potare le rose a ottobre?
La potatura vera no: si fa a fine inverno, tra febbraio e marzo, quando le gelate forti sono passate. A ottobre puoi togliere i fiori appassiti e i rami secchi o malati, e accorciare di un terzo quelli molto lunghi, che con il vento scuotono la pianta e allentano le radici. Sulle rose botaniche lascia qualche fiore sfiorito: in inverno avrai le bacche rosse.
Quando si raccolgono le olive?
Le olive verdi da tavola si raccolgono tra settembre e ottobre, quando hanno raggiunto la dimensione giusta ma sono ancora sode. Per l'olio si comincia di solito quando la buccia vira dal verde al violaceo, tra fine ottobre e dicembre secondo varietà, zona e andamento della stagione. Olive colte più verdi danno meno olio, ma più fruttato e piccante.