Palma di San Pietro

La Palma di San Pietro, nota anche con il nome di chamaerops humilis, è un arbusto sempreverde appartenente alla famiglia delle Arecaceae.  A tal genere, appartengono due specie di palme che possono essere coltivate in gran parte della penisola italiana.

Palma di San Pietro,chamaerops humilis

Questa Palma, in genere, è di dimensioni molto grosse: circa 12 metri in altezza. Essa, dato l’apparato radicale molto grande, gradisce essere coltivata in piena terra e non in vasi, seppur molto larghi. Il suo fusto, ramificato alla base, producono all’apice un insieme di foglie verdi con un lungo picciolo, dotato di numerose spine, di consistenza legnosa. La loro lamina ha una larghezza massima pari a 45 cm ed è suddivisa in più segmenti che ne rendono la forma classica a ventaglio. Le infiorescenze di questa Palma di San Pietro sono di color giallognolo e di forma a pannocchia.

La Palma di San Pietro si moltiplica per polloni basali. Essi, durante i mesi di aprile o maggio, si prelevano alla base della pianta e si pongono a radicazione in vasi riempiti di terriccio, sabbia e torba in eguali parti. E’ opportuno recidere quei germogli che posseggono già due o tre foglioline. Dopo circa due mesi in cui sono state tenute a temperatura di circa 10°C, possono essere piantati in vasetti di medie dimensioni.

Nome

Palma di San Pietro (chamaerops humilis)

Ambiente

foglie spinoseLa Palma di San Pietro trova le sue origini nelle zone appartenenti alle regioni mediterranee dell’occidente. Più precisamente, essa nasce in Cina. Gradisce, nel complesso, posizioni molto luminose, con la ricezione di raggi diretti solari per alcune ore al giorno. E’ consigliabile non riporla quasi mai in appartamento, se non nel caso di esemplari molto giovani oppure inverni molto, molto rigidi.

Temperatura

La Palma di San Pietro è una pianta molto adattabile ad ogni genere di temperature. E’ opportuno specificare, però, che resiste molto bene alle stagioni più calde, ma teme le minime invernali oltre i 4°C.

Mantenimento

Le innaffiature devono essere consistenti, abbondanti e regolari. E’ molto importante che il terreno rimanga sempre unfiori a pannocchia tantino umido tra un’innaffiatura e l’altra. Durante la stagione invernale è possibile diminuire la quantità delle innaffiature, per evitare danni all’apparato radicale della Palma.

Il substrato è generalmente composto da terriccio di foglie e sabbia, per assicurarne il corretto processo di drenaggio. Si evitano, in tal modo, dannosi ristagni idrici nel sottosuolo.

Dal momento che il fogliame è di grosse dimensioni, si consiglia di nebulizzarlo e poi passarvi un panno umido per liberarlo da eventuali accumuli di polvere o agenti esterni.

La concimazione va compiuta, in primavera ed in estate, con del fertilizzante liquido per le piante che producono fiori, da utilizzare assieme all’acqua delle innaffiature almeno una volta ogni trenta giorni.

La Palma di San Pietro non è soggetta a potatura, se non alla recisione delle foglie oramai secche o danneggiate. L’operazione di recisione deve avvenire nel punto esatto in cui esse si dipanano dal ciuffo.

Avversità

La Palma di San Pietro, è un’arborea molto resistente agli attacchi da parte di agenti parassitari e malattie varie. Spesso, però, un clima eccessivamente siccitoso, ne compromette la vitalità delle foglie che appaiono ingiallite , quasi essiccate.

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