Orzo

L’Orzo è un’erba annuale selvatica, ma comunemente coltivata nella sua forma comune, appartenente alla famiglia delle Graminaceae. Dalla pianta si ricava un cereale, l’orzo alimentare, in grado di soddisfare gran parte dell’alimentazione del mondo intero. Tale specie è suddivisa in due sottospecie: l’orzo volgare spontaneo (selvatico) e l’orzo volgare volgare (domesticato). Esso è senza dubbio il cereale più antico che sia stato mai coltivato dall’uomo.

orzo,Hordeum Spontaneum

La pianta d’Orzo può raggiungere un’altezza variabile tra i 60 e i 120 cm ,a seconda della specie di riferimento. Essa possiede un apparato radicale composto da fasci e radici primarie, nonché da radici secondarie. La profondità di queste ultime, in condizioni substrati che idonee, può raggiungere addirittura i due metri. L’Orzo è composto da diverse spighe, che ne costituiscono le infiorescenze, composte da circa sei ranghi o file di cariossidi nei quali, quattro sono raccolti in due coppie. Le foglie dell’Orzo sono posizionate in modo alterno sul culmo, di forma cilindrica, e nascono proprio dai nodi. La foglie posta sulla zona terminale, viene definita a bandiera in quanto è quella dalle dimensioni più piccole che tiene avvolta la spiga alla nascita.

L’orzo si riproduce principalmente per semina. Essa si effettua in primavera oppure in autunno, a seconda della specie di riferimento. Nel primo caso, esse si compiono dal mese di ottobre alla prima metà di novembre; nel secondo esse si effettuano non appena le condizioni climatiche iniziano ad addolcirsi, ma mai quando sopraggiungono condizioni climatiche elevate improvvise. In genere, in piena terra, si utilizzano circa 150 kg di semi per ciascun ettaro di riferimento. La raccolta dell’orzo avviene mediante mietitrebbie.

Nome

Orzo ( Hordeum Spontaneum)

Ambiente

orzo spighe a pannocchiaLa pianta trova le sue origini nelle zone del Vicino Oriente, più chiaramente in quel dell’attuale Giordania, Israele e Siria. Solo alcune forme di grano, sono originarie della Cina. L’Orzo, pertanto, è in grado di adattarsi a caratteristiche ambientali molto differenti tra loro.

Temperatura

Come detto nel paragrafo precedente, l’orzo può essere coltivato a temperature che vanno dai 35-40 °C, sino alle minime che tocca il circolo polare Artico. Esso è coltivabile in ambienti con estremi periodi di siccità, con apporti idrici ridotti o con terreni poco o per nulla fertili. Attualmente è il cereale maggiormente coltivato nelle oasi presenti nei deserti dell’Africa.

Mantenimento

La coltivazione dell’orzo può avvenire, sempre in base alla specie, in primavera oppure in autunno. Non ha orzo chicchibisogno di terreni particolarmente fertili, esso cresce molto bene anche in casi di substrati incolti o eccessivamente poveri.

Le annaffiature possono essere un tantino irregolari in quanto spesso si accontenta anche dell’apporto di acqua piovana.

La concimazione può essere effettuata con dello stallatico maturo, solo una volta ogni tre mesi.

Avversità

Le malattie più frequenti per la pianta di Orzo sono: la rincosporiosi, in caso di presenza di macchie biancastre sulle foglie; il giallume virotico trasmesso da afidi. L’unica possibilità per prevenire gli attacchi di afidi, p quella di tardare il momento della semina in autunno, così da far sì che le basse temperature debellino gli afidi vettori della malattia.

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