Ginkgo biloba

Il Ginkgo biloba, comunemente chiamato albero dei ventagli, appartiene al gruppo delle Conifere e alla famiglia delle Ginkgoaceae; utilizzato come albero ornamentale per il suo notevole valore decorativo: in autunno, il colore del fogliame gli conferisce un indubbio fascino. L’esemplare di Ginkgo biloba è in grado di raggiungere i 30 m di altezza e gli 8 m di circonferenza; possiede una chioma avente forma piramidale in origine, per poi assumerne una ovale e appena più fitta. La corteccia si presenta inizialmente di colore scuro, ma col passare del tempo tende a scurirsi e divenire bruna; le foglie, lunghe dai 5 ai 10 cm, hanno una caratteristica forma a ventaglio, sono bilobate, alterne o raggruppate in piccoli mazzetti: sono particolarmente apprezzate per la colorazione dorata che assumono nella stagione autunnale. La pianta può essere sia femminile che maschile: la prima produce macrosporofilli con ovuli singoli portati da peduncoli, la seconda microsporofilli riuniti a spirale. L’esemplare femminile inoltre, produce frutti della stessa dimensione delle noci e che hanno buccia liscia, colore scuro, ed esalano un odore sgradevole.

 Ginkgoaceae

La moltiplicazione del Ginkgo biloba può avvenire mediante la semina subito dopo la raccolta o nella stagione primaverile: è importante che i semi non siano intrisi di troppa umidità. I vasetti singoli dovranno essere posti in una serra fredda e in una zona ombreggiata, dove resteranno per tutta la durata della stagione invernale; saranno posti a dimora quando le temperature inizieranno ad alzarsi. Altri metodi di propagazione sono la talea non legnosa, quella semilegnosa o legnosa e l’innesto.

Nome

Ginkgo biloba

Ambiente

Ginkgo biloba foglie bilobateIl Ginkgo biloba è originario della Cina e del Giappone, l’unico superstite del suo genere. L’albero predilige terreni freschi e profondi, che siano particolarmente ricchi di humus ovvero di materiale organico che favorisca il drenaggio dell’acqua. Il substrato ideale è quello argilloso, torboso.

Temperatura

L’esposizione ideale, per questo genere di piante, è in zone particolarmente soleggiate; tuttavia il Ginkgo biloba riesce ad adattarsi a diverse condizioni, sviluppandosi comunque al meglio. L’esemplare ha una buona tolleranza alle temperature minime, ma è sempre meglio tenerlo al riparo durante la stagione invernale, soprattutto se si tratta di piante giovani. E’ opportuno inoltre, proteggerlo dai venti forti che potrebbero causare notevoli danni.

Mantenimento

Il Ginkgo biloba non necessita di abbondanti o frequenti annaffiature dal momento che gli esemplari adulti,  in genere, si Ginkgo biloba fiori macrosporofilli accontentano dell’acqua piovana. Ciò nonostante, in caso di lunghi periodi di siccità, o se si tratta di piante giovani, è bene procedere col giusto apporto di acqua.

Per quanto concerne la potatura, si consiglia vivamente di non praticarla: in questo modo è possibile ridurre le possibilità di un avvizzimento apicale, poiché i rami potati tendono a seccare.

L’albero non necessita di particolari concimazioni, merito dell’ottimo sviluppo e della buona resistenza dell’apparato radicale; in ogni caso, è possibile aggiungere al terriccio del fertilizzante organico, in particolar modo se l’esemplare è stato messo a dimora di recente.

Avversità

Il Ginkgo biloba è una pianta dotata di una considerevole resistenza agli attacchi di parassiti ed è allo stesso modo resistente all’inquinamento atmosferico.

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