Eleagno

L’Eleagno è un arbusto sempreverde o deciduo, in base alla specie, appartenente alla famiglia delle Eleagnaceae.  Essendo per natura molto robusto e resistente al vento, è utilizzato principalmente nelle siepi, rappresentando anche un’abile barriera anti-rumore oltre che frangivento. Esso è presente anche nella variante di alberello, apprezzato come elemento decorativo da interni.

Quest’arbusto, specie se coltivato all’esterno, raggiunge in altezza i 4,5 m. Negli esemplari più giovani la corteccia è di color grigio-rossastra, liscia al tatto; in quelli adulti, invece, il colore della corteccia diviene grigio cenere e tende a sviluppare delle scanalature in lunghezza.  Le foglie sono color verde acceso con alcune striature giallastre verso l’esterno: la loro forma è ovale o lanceolata secondo la specie di appartenenza. Le infiorescenze dell’Eleagno sono leggermente profumate e si presentano tra marzo e settembre con fiori bianchi all’esterno e gialli all’interno, senza petali.  Successivamente, le stesse, producono frutti a forma di olive: essi sono bacche molto particolari che possono assumere colori molto accesi come il rosso o il viola.

Eleagno Eleagnaceae

La riproduzione della pianta differisce a seconda della specie. Quelle perenni prediligono la talea semilegnosa durante la stagione estiva , quelle decidue si riproducono per semina in primavera.  Nel primo caso, si taglia una porzione di ramo giovane al di sotto di un nodo, lunga circa 15 cm, la si pianta nel terreno umido e si attende che sviluppi delle radici. Nel caso della riproduzione per semina, è importante far sì che le giovani piantine crescano in vaso per almeno 24 mesi, così da esser forti e resistenti la messa in esterno.

Nome

Eleagno (Eleagnus)

Eleagno frutti ovoidaliAmbiente

L’Eleagno trova le sue origini in America, in Europa ma soprattutto in Asia.  Quest’arbusto richiede terreni moderatamente fertili, ma cresce senza complicazioni anche in terreni più poveri e ricchi di ciottoli. Solo per le piantine coltivate in vaso, è necessario mescolare torba e sabbia per far sì che il terreno risulti ben drenato e non vada incontro a marciume radicale.

Temperatura

L’arbusto predilige un clima temperato:  in base alla specie si adatta bene ai raggi diretti del sole oppure alle zone più ombreggiate. La specie perenne, coltivata principalmente per la formazione di siepi nel nord Italia, resiste molto bene anche alle zone ventose e non assolate.

Mantenimento

L’arbusto non ha particolari esigenze d’acqua, ma è importante mantenere sempre il terreno mediamente umido, evitando accuratamente lafoglie lanceolate formazione di ristagni d’acqua, qualora lo si coltivi in vaso. Le piante messe a dimora, invece, sono resistenti a piccoli cicli di siccità e spesso è sufficiente l’apporto dell’acqua piovana.

La potatura va eseguita solamente per eliminare i rami troppo lunghi e poco ordinati. In genere, però, si opta per potature più frequenti nel periodo immediatamente successivo alla fioritura, così da intensificare la produzione delle infiorescenze nell’anno successivo.

La concimazione è pressoché semplice dal momento che quest’arbusto ha bisogno  di piccole dosi di fertilizzante diluito all’acqua delle innaffiature, una volta al mese.

Avversità

Questo arbusto può subire gli attacchi di afidi e cocciniglie: essi possono essere opportunamente e tempestivamente debellati con appositi  prodotti specifici attualmente in commercio. La pianta, inoltre, può andare incontro a marciume radicale in caso di terreno eccessivamente bagnato.


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