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Piante
Il coriandolo cresce spontaneo lungo le coste del Mediterraneo e sporadicamente anche in Italia, nelle aree in cui viene coltivato. Si coltiva in tutto il mondo, poiché si utilizzano le foglie e soprattutto i frutti, detti semi. Il coriandolo è una pianta erbacea piuttosto esile, ben ramificata fino a 60 centimetri, coltivata secondo un ciclo annuale o biennale.
Le foglie presentano una notevole variabilità di forma a seconda dello stadio vegetativo a cui suono giunte e della posizione in cui sono inserite: esse possono essere bipennate o tripennate, con lobi arrotondate o profondamente incise. Le foglie sono molto aromatizzate e sono indispensabili per il curry, anche se utilizzate singolarmente hanno un aroma ritenuto troppo forte. I frutti secchi sono degli acheni tondi, dal sapore molto pepato e gradevole.
Questi ultimi si usano per aromatizzare le carni insaccate, quelle arrostite, le salse e i liquori. Gli acheni tondi sono quelli che siamo abituati a ritrovare tra le spezie nei punti vendita di alimentari.

Coriandrum Sativum
Il coriandolo nasce e cresce in qualsiasi terreno, il suo ciclo è annuale o biennale.
Il clima prediletto è quello temperato, senza eccessi di periodi freddi né con temperature troppo calde.
Il coriandolo si semina negli orti dalla primavera all’autunno, per disporre di foglie fresche in ogni stagione. Invece per produrre i frutti aromatici si effettua la semina all’autunno o a fine inverno, se il clima è rigido, alla volata o in file regolari. Le piante si tagliano al piede quando sono gialle e poi si trebbiano. I frutti finché sono immaturi e verdi hanno un odore sgradevole che diventa invece molto piu’ appetitoso quando sono secchi.
Non è soggetto a particolari attacchi da parte di virus che possano turbarne la crescita e lo sviluppo. L’unico impedimento allo sviluppo della pianta sono gli sbalzi eccessivi di temperatura.
