Castagno

Il Castagno è un albero assai longevo, appartenente alla famiglia delle Fagacee. Esso è particolarmente conosciuto per i suoi frutti; in natura riesce a raggiungere un’altezza di circa 30 m. La pianta possiede una chioma tondeggiante, un fusto colonnare e una corteccia liscia e lucida, di colore bruno tendente al grigio. Le foglie hanno forma lanceolata, con margini seghettati e l’apice acuminato; sono alterne e dotate di un piccolo picciolo, lunghe fino a 22 cm e larghe 10 cm e di consistenza coriacea. Il castagno produce sia fiori femminili che maschili:  questi ultimi sono biancastri e riuniti in glomeruli, mentre i primi sono isolati o si formano in gruppo di 2 o 3; sono inoltre avvolti da brattee. Il frutto, generalmente chiamato castagna, è di colore marrone, lucido all’esterno e peloso all’interno; ha forma rotonda, con un lato appiattito e uno convesso. Sono racchiusi in un involucro spinoso, detto riccio che si apre una volta che i frutti sono maturi.

Castanea sativa

La moltiplicazione del Castagno può avvenire mediante semina, da fare in primavera in seguito ad una stratificazione dei semi che verranno poi piantati in un semenzaio o in un vaso. E’ possibile effettuare la semina direttamente a dimora: sarà necessario interrare le castagne, inumidire il terriccio, e infine aggiungere sabbia e torba in parti uguali.

Nome

Castagno ( Castanea sativa )

Castagno  bratteeAmbiente

Il Castagno è originario dell’Europa meridionale, del Nord Africa e dell’Asia occidentale, molto diffuso anche  sulle coste atlantiche del Marocco, sulle rive del mar Caspio e nel sud dell’Inghilterra. L’esemplare arboreo predilige un tipo di terreno che sia fresco e profondo, ricco di sostanze organiche, anche acido o sub acido, avente un ph di 6.5; al contrario, non tollera substrati eccessivamente compatti o calcarei.

Temperatura

L’albero ama le temperature miti e gli ambienti particolarmente umidi, nonché l’esposizione in pieno sole; è in grado di sopportare temperature rigide, anche di diversi gradi sotto lo zero. Dal punto di vista climatico, il Castagno può essere definito una specie rustica, dal momento che riesce ad adattarsi senza problemi alle diverse condizioni termiche.

Mantenimento

Il Castagno, se allevato in climi alpini in cui le piogge cadono copiose durante tutto l’arco dell’anno, non necessita di Castagno riccioannaffiature; se invece cresce in ambienti più secchi, l’irrigazione sarà necessaria, soprattutto per quanto riguarda gli esemplari più giovani: dovrà essere fatta durante i mesi più caldi, ogni due settimane circa, o al massimo ogni venti giorni.

La concimazione del Castagno dovrà essere fatta utilizzando del letame maturo, intervallato con un preparato aggiuntivo di fosforo e potassio.

Avversità

Il Castagno è spesso minacciato da una gravissima, a volte letale, malattia: il cancro della corteccia. Questa è provocata dal fungo Endothia Parasitica, e porta la pianta ad un disseccamento dei rami; bisognerà agire tempestivamente, tagliando i rami infetti e cicatrizzare con un fungicida.

Macchie scure sulla corteccia, sulle radici e alla base dell’albero, sono sintomi della presenza di un altro fungo nocivo: il Phitophthora Cambivora. Al fine di proteggere il castagno, si consigliano integrazioni di minerali per il terreno e l’allestimento di cenere di legna intorno al tronco.


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