Carciofo

Il Carciofo è una pianta erbacea perenne, appartenente alla famiglia delle Asteraceae; presenta radici fitte da cui, in primavera, spuntano delle foglie dalle tonalità che vanno dal grigio al verde; dal centro della rosetta nasce un fusto ramificato che termina con un capolino, ovvero un insieme di piccoli fiori. Questi ultimi, parte commestibile del carciofo, hanno la base ingrossata, carnosa, con brattee a forma di scaglie che in alcune varietà terminano con una spina.

Cynara Scolymus

La riproduzione del carciofo, può avvenire per seme o per via agamica, ovvero per parte di pianta; la semina deve essere fatta in un semenzaio coperto verso la fine dei mesi invernali o, in alternativa, in semenzaio non protetto in primavera, oppure direttamente in campo a maggio. Il seme viene distribuito a file alla profondità di un centimetro e mezzo. Se si utilizzano germogli che si sviluppano nella pianta madre, si devono staccare con una piccola porzione di rizoma.

Il carciofo riveste un’importanza notevole in cucina: dal momento che ha un basso contenuto calorico, è molto utilizzato nelle diete dimagranti. Inoltre, sia le foglie che i capolini, che i germogli vengono adoperati per diversi e squisiti piatti.

Ha, inoltre, proprietà diuretica, ipoglicemizzante, coleretico e leggermente lassativa.

Nome

Carciofo fiore capolinoCarciofo (Cynara Scolymus)

Ambiente

Il Carciofo ha origine nelle zone mediterranee; predilige terreni ricchi e profondi, ma riesce ad adattarsi anche a terreni argillosi o calcarei, acidi o perfino salmastri.

Temperatura

Il carciofo necessita di un clima mite e abbastanza umido, ma tollera anche a temperature di 0°C; condizioni termiche inferiori possono determinare danni seri alle infiorescenze ed alle foglie e a temperature inferiori a -10°C possono essere danneggiate anche i germogli del fusto rizomatoso. Il carciofo, inoltre, risente anche della temperatura molto elevata, per cui la fase del riposo vegetativo sopraggiunge tra la fine della primavera e l’estate.

Mantenimento

Dal momento che questa pianta teme i ristagni idrici, è opportuno innaffiarla in maniera scrupolosa e farlo solo quando il terriccio Carciofo fusti ramificatirisulta essere abbastanza asciutto, quindi lasciar passare del tempo da un apporto d’acqua e un altro.

Per quanto concerne la concimazione del carciofo, si può utilizzare del letame maturo da depositare ai piedi della pianta all’inizio dell’inverno o servirsi di concime granulare a lento rilascio, nei mesi primaverili. E’ consigliabile procedere con la protezione del terreno, usando foglie, paglia o fieno così da mantenere umido il terriccio e prevenire la nascita di erbe infestanti.

Avversità

Il carciofo è una pianta caratterizzata da una folta estensione fogliare e di fusti e boccioli molto carnosi, per cui è particolarmente vincolato agli attacchi di parassiti animali. Il più temuto parassita del carciofo è l’arvicola, comunemente conosciuto col nome di topo campagnolo, la cui notevole diffusione circoscrive fortemente la durata delle coltivazioni. Tra gli insetti che danneggiano i capolini, due specie di lepidotteri richiedono la nostra attenzione: la nottua del carciofo e la depressaria, ma molto diffusi sono anche gli attacchi degli afidi e della cassida.
Anche il marciume radicale presente soprattutto nei terreni mal drenati, risulta essere dannoso per la pianta.


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